La generazione nulla

Mentre milioni di italiani decidevano, per quest’estate, di rinunciare a mare e montagna causa mancanza di danari (link), il nostro premier Mario Monti ha pensato bene di lanciare un messaggio di speranza. Intervistato da Ferruccio Pinotti per il magazine settimanale del Corriere della Sera (“Sette” - link), Monti ha affrontato il tema, spinoso, dei tanti 30enni e 40enni che, nel Belpaese, o un lavoro non ce l’hanno; o se ce l’hanno, si ritrovano con stipendi così bassi e contratti così capestro - vedi co.co.co e co.co.pro e quant’altro - da poter essere definiti “lavoratori poveri”.

Tema spinoso, si diceva. Ma Monti non ha deciso di imbellettare quella che, secondo lui, è la verità: per queste persone - una intera generazione nata tra i Sessanta e i Settanta - c’è poco da fare. Si possono limitare i danni, ma, ha detto Monti: “Le risposte corrette l’Italia avrebbe dovuto darle dieci, venti anni fa, gestendo in modo diverso la politica e la politica economica, pensando di più al futuro e un po’ meno all’immediato presente”. Quel che si può realisticamente fare oggi - secondo il premier - è evitare gli errori del passato e pensare alle prossime generazioni di giovani. Però per i 30enni e i 40enni in difficoltà - definiti nell’intervista una “generazione perduta” - ormai è troppo tardi. Bisognava agire prima.

Una sorta di condanna senz’appello che a molti non è andata giù. Non è piaciuta, ad esempio, a Guido Scorza, che di professione è avvocato; che è, in particolare, esperto di diritto informatico; e che ha, appunto, 39 primavere alle spalle. Scorza - che nel piccolo mondo del web italiano è una mezza celebrità - ha un suo sito e un blog su “Il Fatto Quotidiano”. Di norma, scrive di internet e legge. Ma per Monti ha fatto un’eccezione. In un post ad hoc (link) non gliele ha mandate a dire: se i giovani sono in difficoltà è per colpa delle scelte dei vecchi; vecchi che, arrivati a questo punto, farebbero meglio a levarsi di torno. E via accusando chi come Monti - che ha quasi 70 anni - giovane non è più. La conclusione di Scorza, poi, era - al contrario di quella del premier - piena di speranza: come diceva il celebre maestro Alberto Manzi (link), non è mai troppo tardi, a patto di far largo ai giovani.

Tutto questo - l’intervista e le polemiche - accadeva venti e rotti giorni fa. Adesso è arrivato anche l’immancabile sito - generazioneperduta.it - e la altrettanto immancabile raccolta firme. Sito e firme che sono state promosse, neanche a farlo apposta, sempre dallo Scorza di cui sopra (che, a quanto pare, “studia” per diventare uno dei futuri nocchieri del disastrato centrosinistra italiano - link) e da una manciata di altri 30 enni e 40enni. Domanda: ma sito e firme per fare che? Riposta: per “porre” questo tema “all’attenzione di opinone pubblica, istituzioni ed organi di informazione”, si legge, testualmente, nella home page di quelli di generazioneperduta. Ah, beh, allora.

In ogni modo.

Lo so: venti giorni, per i media e la nostra smemorata opinione pubblica, non sono venti giorni. Sono un’eternità. E tra un po’ - un po’ poco, temo - la brutale sincerità del nostro primo ministro e la pronta reazione di quelli-che-facciamo-generazioneperduta.it non saranno neppure “solo un ricordo”, come si suol dire. Per la semplice ragione che non se ne ricorderà più (quasi) nessuno. Qualche altro scandalo o sparata del politico di turno riempirà prime pagine e tiggì, e ciao ciao pure ai 30enni e ai 40enni in difficoltà.

Epperò. ‘Sta generazione perduta, prima, si chiamava bamboccioni (copyright di quella buonanima di Tommaso Padoa Schioppa). E il mio sito si chiama - non per caso - bamboccioni-alla-riscossa (e se non vi ricordate o volete capire il perché, date un’occhiata a questo link). Insomma: sento una sorta di obbligo a dire qualcosa. Anche perché la mia opinione - per quel che vale - è un tantino diversa da quella di Scorza&Co.

Perché io mi ricordo.

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August 28th, 2012 by bamboccioni | 8 Comments »