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	<title>Comments on: Il parere dell&#8217;esperto</title>
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	<description>bamboccioni</description>
	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 20:52:08 +0000</pubDate>
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		<title>By: L&#8217;ultima profezia &#124; Reset Italia</title>
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		<dc:creator>L&#8217;ultima profezia &#124; Reset Italia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 22:47:16 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Ci scusi sior Turani. Mica volevamo mettere in dubbio il suo parere da esperto. Ma vede: è che noi siamo due piccoli bamboccioni. E pure due piccoli risparmiatori. E [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Ci scusi sior Turani. Mica volevamo mettere in dubbio il suo parere da esperto. Ma vede: è che noi siamo due piccoli bamboccioni. E pure due piccoli risparmiatori. E [...]</p>
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		<title>By: carmine</title>
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		<dc:creator>carmine</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 10:33:08 +0000</pubDate>
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		<description>si è una situazione pazzesca incomprensibile, non vorrei però che tante banche si dessero al fallimento pure di bruciare i soldi dei risparmiatori, non è che il danaro si brucia, come dicono ma da una mano va a finire all'altra, io ho dato retta a questo post e ho salvato qualche risparmio che avevo che oggi rischiavo di perdere

http://www.papillevagabonde.blogspot.com/2008/09/economia-mondiale-tempi-duri-2009-anno.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>si è una situazione pazzesca incomprensibile, non vorrei però che tante banche si dessero al fallimento pure di bruciare i soldi dei risparmiatori, non è che il danaro si brucia, come dicono ma da una mano va a finire all&#8217;altra, io ho dato retta a questo post e ho salvato qualche risparmio che avevo che oggi rischiavo di perdere</p>
<p><a href="http://www.papillevagabonde.blogspot.com/2008/09/economia-mondiale-tempi-duri-2009-anno.html" rel="nofollow">http://www.papillevagabonde.blogspot.com/2008/09/economia-mondiale-tempi-duri-2009-anno.html</a></p>
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		<title>By: karalis</title>
		<link>http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=885&#038;cpage=1#comment-689</link>
		<dc:creator>karalis</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 12:23:52 +0000</pubDate>
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		<description>qui, (scusate ma il link è partito) significa a:

http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=483</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>qui, (scusate ma il link è partito) significa a:</p>
<p><a href="http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=483" rel="nofollow">http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=483</a></p>
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		<title>By: karalis</title>
		<link>http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=885&#038;cpage=1#comment-688</link>
		<dc:creator>karalis</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 12:22:13 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito del problema che stiamo trattando (manipolazione dell'informazione finanziaria) volevo segnalarvi un interessante articolo di Franco Abruzzo, presidente dell'ordine dei giornalisti della Lombardia (almeno lo era alla data dell'articolo), pubblicato sul suo blog.

--------------------------
Quando ho lanciato l’”operazione Azimut” mi era noto che in passato e anche nel presente moltissime aziende della moda, della bellezza, del risparmio gestito e dell’auto amano presentare strategie, iniziative e novità in luoghi esotici invitando i giornalisti come possibili aedi e cantori: viaggi, alloggio a 5 stelle, vitto e spese di svago tutto a carico di chi ospita. L’invito Azimut cade nel pieno di una battaglia contrattuale aspra, che ha visto anche il Governo impotente e rassegnato davanti ai niet della Fieg.

Bisogna fermarsi e riflettere. La tecnica delle spallate di cadorniana memoria non regge e non paga. Bisogna cambiare al più presto strategie di lotta, accantonando per ora gli scioperi, un’arma spuntata e perdente. Occorre inventarsi qualcosa di nuovo, ma non lo sciopero delle firme o la battaglia per la pubblicazione dei comunicati della Fnsi che nessuno legge. Meglio distribuire in migliaia e migliaia di copie l’articolo di Furio Colombo (pubblicato dall’Unità del 5 novembre), che con linguaggio facile spiega l’obiettivo degli editori, che è quello di disarticolare la professione di giornalista. Il nostro avversario non è soltanto l’editore Caltagirone, ma anche l’editore De Benedetti, il democratico De Benedetti padrone della “Repubblica”. Bisogna citare tutti gli editori cattivi, anche quelli che hanno patrocinato il Governo Prodi.

L’uso “articolato ed intelligente della forza e della combattività espressa dai giornalisti italiani” non deve riguardare soltanto “il pieno rispetto delle regole contrattuali liberamente sottoscritte e ancora in vigore”, ma deve riguardare soprattutto il rispetto rigoroso ma anche ragionevole delle regole deontologiche che sono contenuto nel Contratto (un contratto di professionisti), nella legge professionale, nell’articolo 114 del Codice di procedura penale, nel Dlgs n. 206/2005 (Codice del consumo che detta regole sulla pubblicità ingannevole) e nei Codici che hanno veste di legge (Privacy e Treviso). I direttori devono capire che sono dei giornalisti e non dei manager. Gli editori devono capire che le regole deontologiche fissate per legge vincolano anche le loro aziende.

Facciamo un elenco sommario di queste regole:

1) separazione tra pubblicità e informazione; pretendere che negli articoli non siano infilate citazioni o foto di comodo; tenere d’occhio le inserzioni dei quotidiani onde evitare che il committente sia ripagato con pubbliredazionali nei settimanali di proprietà dell’editore del quotidiano stesso; impedire la pubblicazione dei pubbliredazionali che non abbiano una grafica diversa dal resto del giornale (o del periodico) e che siano prive della indicazione “informazione commerciale”; rifiuto di scrivere testi e di dare contributi grafici e fotografici per gli Uffici marketing;

2) rispetto della dignità della persona per quanto riguarda i soggetti deboli (minori, persone violentate, cittadini in manette). Dire no ai direttori che chiedono gossip o di essere elastici sul rispetto delle regole nelle cronache “piccanti”;

3) rinuncia alla firma tutte le volte che un articolo viene ritoccato dal direttore o da chi per lui. Difesa puntigliosa delle mansioni contrattuali;

4) richiesta di firmare un articolo una volta la settimana da parte di chi lavora al desk;

5) pretendere che siano indicate le qualifiche dei collaboratori dei giornali (capo ufficio stampa, consigliere d’amministrazione, azionista, consulente) sul presupposto che il lettore deve percepire l’identità dell’autore dell’articolo che non fa parte della redazione;

6) pretendere che negli articoli gli azionisti della testata siano qualificati come tali;

7) rifiutare inviti generosi delle aziende (viaggi, etc).

Appare evidente che il grosso della battaglia è sul fronte pubblicitario. Chiedo ai colleghi di comportarsi da professionisti. Nulla di più, nulla di meno. In questi 7 punti è il segreto di una battaglia vittoriosa. L’”operazione Azimut” era solo l’inizio di una strategia forte e innovativa.

Anche l’apertura di vertenze aziendali è una arma che può integrare la fase2 della rinnovata strategia. Le vertenze andrebbero aperte subito almeno in 14 aziende: Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore, Mondadori, Rcs Periodici, Gruppo Espresso/Repubblica, Gruppo Riffeser/Monti, Rusconi/Hachette, Rai, Mediaset, Sky e La7/Tv.

Il seguito dell’argomento qui</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito del problema che stiamo trattando (manipolazione dell&#8217;informazione finanziaria) volevo segnalarvi un interessante articolo di Franco Abruzzo, presidente dell&#8217;ordine dei giornalisti della Lombardia (almeno lo era alla data dell&#8217;articolo), pubblicato sul suo blog.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Quando ho lanciato l’”operazione Azimut” mi era noto che in passato e anche nel presente moltissime aziende della moda, della bellezza, del risparmio gestito e dell’auto amano presentare strategie, iniziative e novità in luoghi esotici invitando i giornalisti come possibili aedi e cantori: viaggi, alloggio a 5 stelle, vitto e spese di svago tutto a carico di chi ospita. L’invito Azimut cade nel pieno di una battaglia contrattuale aspra, che ha visto anche il Governo impotente e rassegnato davanti ai niet della Fieg.</p>
<p>Bisogna fermarsi e riflettere. La tecnica delle spallate di cadorniana memoria non regge e non paga. Bisogna cambiare al più presto strategie di lotta, accantonando per ora gli scioperi, un’arma spuntata e perdente. Occorre inventarsi qualcosa di nuovo, ma non lo sciopero delle firme o la battaglia per la pubblicazione dei comunicati della Fnsi che nessuno legge. Meglio distribuire in migliaia e migliaia di copie l’articolo di Furio Colombo (pubblicato dall’Unità del 5 novembre), che con linguaggio facile spiega l’obiettivo degli editori, che è quello di disarticolare la professione di giornalista. Il nostro avversario non è soltanto l’editore Caltagirone, ma anche l’editore De Benedetti, il democratico De Benedetti padrone della “Repubblica”. Bisogna citare tutti gli editori cattivi, anche quelli che hanno patrocinato il Governo Prodi.</p>
<p>L’uso “articolato ed intelligente della forza e della combattività espressa dai giornalisti italiani” non deve riguardare soltanto “il pieno rispetto delle regole contrattuali liberamente sottoscritte e ancora in vigore”, ma deve riguardare soprattutto il rispetto rigoroso ma anche ragionevole delle regole deontologiche che sono contenuto nel Contratto (un contratto di professionisti), nella legge professionale, nell’articolo 114 del Codice di procedura penale, nel Dlgs n. 206/2005 (Codice del consumo che detta regole sulla pubblicità ingannevole) e nei Codici che hanno veste di legge (Privacy e Treviso). I direttori devono capire che sono dei giornalisti e non dei manager. Gli editori devono capire che le regole deontologiche fissate per legge vincolano anche le loro aziende.</p>
<p>Facciamo un elenco sommario di queste regole:</p>
<p>1) separazione tra pubblicità e informazione; pretendere che negli articoli non siano infilate citazioni o foto di comodo; tenere d’occhio le inserzioni dei quotidiani onde evitare che il committente sia ripagato con pubbliredazionali nei settimanali di proprietà dell’editore del quotidiano stesso; impedire la pubblicazione dei pubbliredazionali che non abbiano una grafica diversa dal resto del giornale (o del periodico) e che siano prive della indicazione “informazione commerciale”; rifiuto di scrivere testi e di dare contributi grafici e fotografici per gli Uffici marketing;</p>
<p>2) rispetto della dignità della persona per quanto riguarda i soggetti deboli (minori, persone violentate, cittadini in manette). Dire no ai direttori che chiedono gossip o di essere elastici sul rispetto delle regole nelle cronache “piccanti”;</p>
<p>3) rinuncia alla firma tutte le volte che un articolo viene ritoccato dal direttore o da chi per lui. Difesa puntigliosa delle mansioni contrattuali;</p>
<p>4) richiesta di firmare un articolo una volta la settimana da parte di chi lavora al desk;</p>
<p>5) pretendere che siano indicate le qualifiche dei collaboratori dei giornali (capo ufficio stampa, consigliere d’amministrazione, azionista, consulente) sul presupposto che il lettore deve percepire l’identità dell’autore dell’articolo che non fa parte della redazione;</p>
<p>6) pretendere che negli articoli gli azionisti della testata siano qualificati come tali;</p>
<p>7) rifiutare inviti generosi delle aziende (viaggi, etc).</p>
<p>Appare evidente che il grosso della battaglia è sul fronte pubblicitario. Chiedo ai colleghi di comportarsi da professionisti. Nulla di più, nulla di meno. In questi 7 punti è il segreto di una battaglia vittoriosa. L’”operazione Azimut” era solo l’inizio di una strategia forte e innovativa.</p>
<p>Anche l’apertura di vertenze aziendali è una arma che può integrare la fase2 della rinnovata strategia. Le vertenze andrebbero aperte subito almeno in 14 aziende: Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore, Mondadori, Rcs Periodici, Gruppo Espresso/Repubblica, Gruppo Riffeser/Monti, Rusconi/Hachette, Rai, Mediaset, Sky e La7/Tv.</p>
<p>Il seguito dell’argomento qui</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: admin</title>
		<link>http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=885&#038;cpage=1#comment-687</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 15:45:31 +0000</pubDate>
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		<description>Dimenticavo: cari lettori,

Karalis ha un blog - serio - che si occupa di banche e di credito. Dateci un'occhiata e soprattutto leggettevi - a proposito di profezie sballate - questa chicca del Corriere della sera: http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/08/iazza-affari-salira-del-6-da-qui-a-fine-anno-e-fara-meglio-dei-listini-europei-ma-e-wall-street-la-piu-sicura/.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo: cari lettori,</p>
<p>Karalis ha un blog - serio - che si occupa di banche e di credito. Dateci un&#8217;occhiata e soprattutto leggettevi - a proposito di profezie sballate - questa chicca del Corriere della sera: <a href="http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/08/iazza-affari-salira-del-6-da-qui-a-fine-anno-e-fara-meglio-dei-listini-europei-ma-e-wall-street-la-piu-sicura/" rel="nofollow">http://gestcredit.wordpress.com/2008/10/08/iazza-affari-salira-del-6-da-qui-a-fine-anno-e-fara-meglio-dei-listini-europei-ma-e-wall-street-la-piu-sicura/</a>.</p>
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	<item>
		<title>By: admin</title>
		<link>http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=885&#038;cpage=1#comment-686</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 15:41:45 +0000</pubDate>
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		<description>Karalis, 
è vero: sbugiardare i sedicenti "maghi della finanza"di giornai e aziende varie è certamente tra i compiti di noi poveri bloggers. E noi - e tu, per fortuna - ce la stiamo mettendo tutta. Ma non basta. 

Lo sai meglio di noi: certi consigli o certi messaggi - lanciati attraverso interviste o editoriali - "spostano". Nel senso che magari qualche risparmiatore - pensando di far bene, di essere più furbo e più informato degli altri - poi li segue. E finisce come finisce. Cioè, al solito: male.

E quindi piantiamola di parlare in generale. E scendiamo nel particolare della crisi dei mutui subprime. Noi è un anno che la seguiamo con il fiato sospeso. Ma sulle pagine del New York Times e del The Guardian, on line. Perchè sui giornali italiani c'era poco barra niente. E quel poco - basta rileggere Turani - non è che spiccasse per qualità e lungimiranza.

Ergo: i casi sono due: o certi giornalisti economici sono degli incapaci. O sono in cattiva fede. In entrambi i casi: se ne devono andare a casa. O sbaglio?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Karalis,<br />
è vero: sbugiardare i sedicenti &#8220;maghi della finanza&#8221;di giornai e aziende varie è certamente tra i compiti di noi poveri bloggers. E noi - e tu, per fortuna - ce la stiamo mettendo tutta. Ma non basta. </p>
<p>Lo sai meglio di noi: certi consigli o certi messaggi - lanciati attraverso interviste o editoriali - &#8220;spostano&#8221;. Nel senso che magari qualche risparmiatore - pensando di far bene, di essere più furbo e più informato degli altri - poi li segue. E finisce come finisce. Cioè, al solito: male.</p>
<p>E quindi piantiamola di parlare in generale. E scendiamo nel particolare della crisi dei mutui subprime. Noi è un anno che la seguiamo con il fiato sospeso. Ma sulle pagine del New York Times e del The Guardian, on line. Perchè sui giornali italiani c&#8217;era poco barra niente. E quel poco - basta rileggere Turani - non è che spiccasse per qualità e lungimiranza.</p>
<p>Ergo: i casi sono due: o certi giornalisti economici sono degli incapaci. O sono in cattiva fede. In entrambi i casi: se ne devono andare a casa. O sbaglio?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: karalis</title>
		<link>http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=885&#038;cpage=1#comment-685</link>
		<dc:creator>karalis</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 12:52:51 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;
Ma si, ragazzi , fate un mutuo con UNICREDIT!!!!!!!
&lt;/blockquote&gt;

Con UNIDEBIT vorrai dire ....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Ma si, ragazzi , fate un mutuo con UNICREDIT!!!!!!!
</p></blockquote>
<p>Con UNIDEBIT vorrai dire &#8230;.</p>
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		<title>By: geno</title>
		<link>http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=885&#038;cpage=1#comment-684</link>
		<dc:creator>geno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 09:35:57 +0000</pubDate>
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		<description>Ma si, ragazzi , fate un mutuo con UNICREDIT!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma si, ragazzi , fate un mutuo con UNICREDIT!!!!!!!</p>
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		<title>By: karalis</title>
		<link>http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=885&#038;cpage=1#comment-683</link>
		<dc:creator>karalis</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 05:04:46 +0000</pubDate>
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		<description>Grandissimo Beppe.

Però dai, onestamente, secondo me a Pietro GIULIANI di AZIMUT non lo batte nessuno ... eheheheheheheheh.

Bisognerà dargli il NOBEL per l'economia. Le aveva azzeccate quasi tutte ...

«Mi riempirei di azioni al 100%». Pietro Giuliani, timoniere di Azimut, una delle poche sgr italiane indipendenti e quotate in Borsa, sfida qualsiasi legge di gravità finanziaria. «So bene che lo scivolo non è finito. I mercati potrebbero perdere un altro 10%». Sicuro che sia il caso di riempire fino all’ orlo il portafoglio di Borsa? «Sì, sì. E la dico anche più grossa: andrei anche a leva, utilizzando i derivati per superare il limite del 100%. Perché a questi prezzi in Borsa non compreremo più per parecchi anni». (7 luglio 2008)

Ed aveva ragione: a quei prezzi non si comprerà per parecchi anni. Certo, se avessi fondi AZIMUT la notte non dormirei tranquilla. E voi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grandissimo Beppe.</p>
<p>Però dai, onestamente, secondo me a Pietro GIULIANI di AZIMUT non lo batte nessuno &#8230; eheheheheheheheh.</p>
<p>Bisognerà dargli il NOBEL per l&#8217;economia. Le aveva azzeccate quasi tutte &#8230;</p>
<p>«Mi riempirei di azioni al 100%». Pietro Giuliani, timoniere di Azimut, una delle poche sgr italiane indipendenti e quotate in Borsa, sfida qualsiasi legge di gravità finanziaria. «So bene che lo scivolo non è finito. I mercati potrebbero perdere un altro 10%». Sicuro che sia il caso di riempire fino all’ orlo il portafoglio di Borsa? «Sì, sì. E la dico anche più grossa: andrei anche a leva, utilizzando i derivati per superare il limite del 100%. Perché a questi prezzi in Borsa non compreremo più per parecchi anni». (7 luglio 2008)</p>
<p>Ed aveva ragione: a quei prezzi non si comprerà per parecchi anni. Certo, se avessi fondi AZIMUT la notte non dormirei tranquilla. E voi?</p>
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	<item>
		<title>By: karalis</title>
		<link>http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=885&#038;cpage=1#comment-682</link>
		<dc:creator>karalis</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 04:57:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=885#comment-682</guid>
		<description>Porello, mi avete distrutto anche il Turani....

Essì, blog ed archivi storici, in questo frangente, dovranno svolgere una grande funzione: quella di ricordare a tutti che sull'avidità umana non è possibile fare alcuna logica, razionale e sensata previsione.

Chi si azzarda lo fa a proprio rischio e pericolo ed è giusto che poi ne paghi le conseguenze.

Speriamo che questa lezione serva, anche se non ne sono così tanto sicura. L'umiltà è merce rara.

Io non ho messo i soldi sotto la mattonella come  Lebowski. Ma speriamo che i miei 1280 euro sul conto UNICREDIT il nano me li restituisca davvero ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Porello, mi avete distrutto anche il Turani&#8230;.</p>
<p>Essì, blog ed archivi storici, in questo frangente, dovranno svolgere una grande funzione: quella di ricordare a tutti che sull&#8217;avidità umana non è possibile fare alcuna logica, razionale e sensata previsione.</p>
<p>Chi si azzarda lo fa a proprio rischio e pericolo ed è giusto che poi ne paghi le conseguenze.</p>
<p>Speriamo che questa lezione serva, anche se non ne sono così tanto sicura. L&#8217;umiltà è merce rara.</p>
<p>Io non ho messo i soldi sotto la mattonella come  Lebowski. Ma speriamo che i miei 1280 euro sul conto UNICREDIT il nano me li restituisca davvero &#8230;</p>
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