Motosega Veltrony

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Bando alle ciance. E quindi: non sai chi è Adescalco Marangoni? Allora: i casi sono due. O ti accontenti di sapere che era un grandissimo (ma ancora sconosciutissimo) artista brianzolo. Che è nato e vissuto - a cavallo tra Settecento e Ottocento - in quel di Arcore. E che noi - i due bamboccioni alla riscossa - stiamo pubblicando sul nostro sito alcune delle sue opere più significative. Oppure: se giustamente ami leggere e sei molto curioso, sarà meglio che tu dia un’occhiata qui.

Ma veniamo all’opera in questione: il celebre ritratto di Water (sì senza la “elle”) Veltrony. Più noto all’epoca con il titolo: “Quella motosega di Veltrony”. Per dire in breve: che questo quadro appartiene ad uno dei periodi più misteriosi dell’artista. Quello cosiddetto “horror”. E che il personaggio che ispirò questo ritratto era - nell’Hollywood dei tempi d’oro, insomma negli anni Cinquanta e dintorni - un celebre attore di film de’ paura. Che interpretava sempre in compagnia della sua inseparabile compagna di vita e di lavoro: la motosega, appunto.

Dirà qualcuno di voi: ma non avevi scritto e detto che Adescalco è vissuto tra Sette e Ottocento? E che ci faceva allora a Hollywood con tanto di tele e pennelli in mano? Buona domanda. Ma non tutto nell’arte - come nella vita - ha una spiegazione. E comunque sia: tant’è, questa tela horror c’è. E ancora oggi, diciamocelo, fa venire i brividi al solo vederla. Anche perchè parla da sola. E dice tutto. Anzi, pure troppo sull’innata carica autodistruttiva - o meglio distruttiva e basta - di questa indimenticabile star dell’horror (ma in stile politically correct, però).

E infatti: istrionico e, per certi versi, ambiguo quant’altri mai, Water - soprannominato “but also” per la sua versatilità sui set - avrebbe potuto incarnare qualunque ruolo. L’indiano padano, ma anche l’eschimese. Il buono, ma anche il cattivo. La carne, ma anche il pesce. E chi ne ha, (ma anche) più ne metta. E in effetti interpretò - per davvero - personaggi di tutti i tipi. Anche femminili. Ma sempre e solo - per contratto - ad una precisa condizione: quella di avere come partner la sua motosega. Con cui fare a pezzi per lo meno un comò - o al limite una cotoletta - per pellicola.

Non pago dei successi sul grande e il piccolo schermo, quel Water d’un Veltrony - arrivato nel mezzo del cammin della sua vita e quindi a fine carriera - decise di lasciare ai posteri una traccia indelebile della sua furia artistica e distruttrice. Scrivendo un libro. Dedicato a un suo film poco conosciuto, ma che riteneva il suo capolavoro. Titolo: “La riscoperta dell’alba dei morti viventi”. Sottotitolo: “Diario di una motosega”. Memorabili e profetiche le ulitme righe di questa sua fatica letteraria che portava in copertina - appunto - il ritratto di Water firmato da Marangoni: “Datemi the motosega right - scrisse Veltrony - e I’ll destroy the world, or at least the democratic party”.

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5 Responses to “Motosega Veltrony”

  1. stargayzerr Says:

    Hahahahaha! Original!

  2. rosy&renè Says:

    Hey birbanti…. Ciao !!

  3. AnnaGio Says:

    io vi adoro!!!

  4. Lola trottoLola Says:

    ahahahah

    geniale!

  5. p.l.paolino Says:

    posso solo dire che siete sempre i migliori!!!!
    Ciao da Paolo.

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