Grillo, i copincolla e la censura che non c’è
Parla di censura oggi, parla di censura domani, alla fine Beppe Grillo deve essersi un tantino confuso. Anzi un tantino tanto. Perchè giusto ieri - forse traviato dal braccio di ferro tra mamma Rai e il vignettista di AnnoZero, Vauro Senesi - questa dea malvagia chiamata censura, il comico genovese ha finito per avvistarla anche dove non c’era affatto. Ovvero tra le pagine on line di Repubblica. E per una foto in realtà nemmeno troppo imbarazzante. Per lo meno per gli standard del nostro premier, al secolo Berlusconi Silvio da Arcore.
Ma andiamo con ordine. E ricapitoliamo i fatti. Scriveva proprio ieri sera - nel suo minipost del giorno, intitolato “La Repubblica e la censura preventiva” - Beppe Grillo:
Ovvero e se non avete voglia di cliccare sull’immagine per ingrandirla:
Repubblica.it pubblica le foto di Obama a Praga: la galleria è di 14 foto, visibili con i tasti avanti e indietro. Se si arriva alla numero 14 e si procede si ritorna alla numero 1. Se però (a mano) si inserisce nell’indirizzo http il numero 15 in fondo alla stringa appare la contestazione a Praga contro lo psiconano… (NdA: i link sono quelli postati da Grillo)
Ma di che contestazione stava parlando il comico genovese? Semplice: una decina di giorni fa (lo scorso 5 aprile), il presidente americano Barack Obama era andato - dopo il G20 di Londra - a Praga. E lì, durante un comizio, aveva trovato ad attenderlo anche un enorme striscione: “Obama sorry 4 Berlusconi”. Ad innalzarlo, per la cronaca, erano stati due studenti italiani che erano in Erasmus nella repubblica Ceca, Gianpiero Suarato e Antonio Pirri. Che, sempre per la cronaca e per la precisione, cercavano di scusarsi per la battuta - tanto celebre quanto infelice - su Obama “abbronzato” fatta dal nostro premier.
Bene. Il comico genovese ha scritto chiaro e tondo che “Repubblica” questo striscione - che al confronto con ben altri inciampi del nostro premier (dall’abbronzato al cucù di troppo) è veramente una bazzecola - l’avrebbe censurato. Senza ombra di dubbio.
Ecco, chi scrive, invece più che un dubbio ha una certezza. Quella di aver letto la storia e di aver visto la foto proprio sulle pagine de “La Repubblica”. Quella di carta (e basta che clicchiate qui per ritrovare il vecchio pezzo nell’archivio del giornale; titolo: “Striscione di italiani a Praga: scusaci per il nostro premier”; pagina 9; 6 aprile 2009). E pure quella on line.
E infatti, quella benedetta foto con lo striscione e tutto, l’avrebbe (ri)trovata anche Grillo sul sito di Repubblica.it. Se solo avesse avuto - per cinque secondi - la pazienza di cercarla. Come abbiamo fatto noi che - seguendo le sue indicazioni (cioè i link che aveva pubblicato nel suo mini-post) - siamo finiti su questa pagina:
Dopo di che - invece che “inserire il 15 nella stringa”, come suggeriva Grillo o di fare altre corbellerie informatiche - non abbiamo fatto altro che scorrere questa colonna:
Fino ad arrivare a quest’altro link:
Titolo: Praga, lo striscione “Obama scusa per Silvio”. E appunto e voilà, basta cliccare per far apparire la foto (non) censurata:
Foto che quindi non è stata cancellata, ma semmai - evidentemente - valorizzata con tanto di spazio e titolo a parte. Del resto: perchè mai Repubblica avrebbe dovuto censurare “preventivamente”, per parafrasare Grillo, una foto vecchia di dieci-giorni-dieci; la cui storia era già finita sulla versione cartacea del quotidiano; ripresa da una sfilza di blog (tipo questo, che l’aveva pescata proprio da Repubblica.it) e di cui avevano dato conto praticamente tutti i giornali italiani, compreso il berlusconiano “Il Giornale”?
E non è finita qui. Perchè non solo la notizia dello striscione svanito sa tanto di bufala. Ma non era neppure fresca. Perchè Grillo l’ha postata ieri alle 22 e 31 (come potete leggere in calce al suo minipost, proprio prima dei commenti). Ma un altro sito - per altro piuttosto noto ai frequentatori della blogosfera, chiamato Macchianera - l’aveva già pubblicata all’ora di pranzo (come potete verificare, guardando l’orario dei commenti). E usando - mirabile visu - le stesse parole che avrebbe poi usato anche il comico genovese. O quasi. Come mai? Beh, scriveva la blogger Viscontessa su Macchianera:
Riporto con un copia incolla il messaggio che mi ha appena inviato il mio collega:
Repubblica.it pubblica le foto di Obama a Praga.
La galleria è di 14 foto, con i tasti avanti e indietro. Quando arrivi alla numero 14 se fai un altro clic torni alla prima.
Se però a mano metti l’indirizzo della numero 15 c’è la sorpresina.
Ora: passi che la libertà di stampa in Italia è quella che è. E passi pure che, come ama ripetere Grillo, lui è solo un comico. Ma guadagnando 4 milioni di euro e passa all’anno (reddito imponibile dell’anno di grazia 2006), qualche soldino in più per verificare le notizie (e soprattutto le non notizie) il comico, anche se genovese, potrebbe anche spenderlo. Tanto più che errare è umano. Ma francamente perseverare - col “copincolla” - non è diabolico. E’ proprio triste.






































April 17th, 2009 at 9:01 am
grandi ragazzi come al solito, e io come al solito mi metto a fare delle cose alle 1 di notte che non andrebbero fatte, menomale che ci siete voi che vegliate
April 17th, 2009 at 11:08 am
[...] Ps vedo che la stessa cosa è stata nota, più polemicamente, qui. [...]
April 17th, 2009 at 1:39 pm
grande!
ma avrei aggiunto che non solo Grillo, ma anche tante altre star del blogging nostrano hanno subito bevuto la storia della censura da parte di Repubblica.
Certo, come dice Grillo, chiunque può fare il giornalista, oggi… male, ma può…
April 17th, 2009 at 3:03 pm
@Pennywise,
troppo buono con noi. Come al solito.
April 17th, 2009 at 3:21 pm
@Filippo,
ottima osservazione. Mi sono limitato a citare Macchianera, oltre a Grillo. Ma avrei potuto - per esempio - allargare il discorso a tutti i siti che hanno “copincollato” la notizia da Beppgrillo.it. Come: freemachines, etc.
Aggiungo solo una cosa. E - lo dico per “tranquillizare” il più esperto e più saggio autore di un altro celebre blog che si è occupato della vicenda, “Piovono rane” - senza alcun intento di far polemica. Quando si sbaglia a fare informazione, si ha il dovere - ripeto due volte: il dovere - di ammetterlo. Perchè se no: in rete si innescano queste catene di sant’Antonio delle bufale. E proprio l’autore di “Piovono Rane”, per altro poco tempo fa, aveva dato a tutti i blogger il buon esempio. Con un provvidenziale mea culpa.
Grillo, invece è recidivo. Se sbaglia, fa finta di niente. Come avevamo già scritto qui.
April 18th, 2009 at 10:00 am
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