Riassunto delle puntate precedenti
Se ne saranno accorti in pochi. Ma la crisi - quella crisi economica che i media italioti pervasi dalla ricetta dell’ottimismo berlusconiano non vogliono raccontare (se non a spizzichi e bocconi) - ci accompagna ormai da due anni. Cioè da quando, nell’estate del 2007, saltò per aria il castello dei mutui spazzatura (i cosiddetti subprime) concessi in grande allegria dalle banche americane.
Bene. Tutto questo per dire cosa? Per dire che a quasi due anni da quell’estate torrida (per lo meno per la finanza) del 2007, qualcuno ha cominciato a fare i primi conti e i primi bilanci. E’ così che gli autori del giornale on line Good Magazine hanno scoperto che - per ora - quella crisi che doveva essere passeggera (il noto primo ministro e Cavaliere di Arcore dixit), passando, ha portato con sè, in 24 mesi, 8 delle più grandi bancarotte della storia (americana). Quali? Presto detto. Secondo Good Magazine, ad affondare sotto il peso di miliardi e miliardi di debiti, sono state (in ordine cronologico e alfabetico sparso) aziende come:
- Indymac; (banca, che aveva asset per 32,7 miliardi di dollari)
- Chrysler (auto; 39,3 miliardi di dollari)
- General Growth Properties (centri commerciali; 29,6 miliardi di dollari)
- Washington Mutual (banca; 327,9 miliardi di dollari)
- Lyondell Chemical Company (chimica; 27,4 miliardi di dollari)
- Lehman Brothers (banca; 691 miliardi di dollari)
- Thornburg Mortgage (mutui; 36,5miliardi di dollari)
- General Motors (auto; 91 miliardi di dollari)
Una vera e propria ecatombe di giganti che Good Magazine ha riassunto (l’immagine la vedete in cima al post) sotto forma di battaglia navale. Per ridere e non piangere. L’idea si è guadagnata una citazione da parte del blasonato blog del Financial Times (FtAlphaville). E ci ha fatto - come avrebbe detto il conduttore Rai di una trasmissione dei tempi che furono - sorgere una “domanda spontanea”. Ma c’è ancora qualcuno - in seno al nostro governo - che ha non la voglia, ma la faccia per dire come quest’inverno che l’unica cosa di cui aver paura è “la troppa paura” e che andrà tutto bene madama la marchesa? No, così. Per curiosità, diciamo.

































June 19th, 2009 at 10:20 am
Una crisi creata ad arte merita un bello spettacolo no?
Quando il pubblico comincerà a lanciare i pomodori su questi attori di seconda categoria?
June 19th, 2009 at 2:08 pm
@sR,
“Quando il pubblico comincerà a lanciare i pomodori (…)?”
Temo che il pubblico - la gran parte, almeno - finora dello spettacolino, non ci abbia capito una mazza.
P.S. sR è un piacere averti sul nostro sito. E complimenti per le buone letture (sto parlando, ovviamente, di Tranfaglia).
June 20th, 2009 at 8:50 am
Grazie ragazzi è un piacere condiviso.
Siete abbastanza noti a quanto pare, ma io vi ho trovato per caso.
A presto