Do you know Bruno Vespa?

bruno

Roba da 007. Solo un po’ troppo all’amatriciana. Lo ha scritto ieri notte il Financial Times. E da lì la notizia è rimbalzata sulle pagine on line di “Corriere” e “Repubblica”. Gli incontri al vertice dei grandi della terra a L’Aquila sarebbero stati ascoltati - via auricolare - da orecchie assolutamente discrete. Quelle degli esperti della delegazione italiana. Che poi avrebbero suggerito al nostro immarcescibile Silvio Berlusconi da Arcore che dire e che fare nel corso dei meeting. Insomma: il nostro premier si sarebbe comportato tipo Ambra Angiolini a “Non è la Rai”. O se preferite come un maturando copione qualunque di questo inizio ventunesimo secolo.

Possibile? Sì, secondo il Financial Times. Che cita come fonte un alto ufficiale che vuole rimanere anonimo. E spiega - in sostanza - che ai vertici del G8 la prassi è molto semplice. Per garantire la massima riservatezza, agli incontri tra i capi di Stato possono partecipare solo i primi ministri e un loro sherpa (cioè un solo aiutante per ciascuno, esperto in campo diplomatico). Ma questa volta - a L’Aquila - le cose sarebbero andate diversamente. Secondo la gola profonda citata dai giornalisti del Financial Times, infatti, altri diplomatici italiani erano in ascolto - grazie a un auricolare galeotto - in una stanza a fianco. Stanza dalla quale soffiavano consigli  al nostro premier.

Vero? Falso? Marco Ventura - portavoce del governo tricolore - ha negato tutto. Ma non è riuscito a spiegare la cosa che, secondo Il Financial Times, era la più bizzarra di tutte. Scrive infatti il quotidiano britannico che:

Even more strange, a witness said, was the presence in the high-security area of Bruno Vespa, a veteran ­television host (…)

Un testimone ha riferito che la cosa più strana era la presenza nella zona  di massima sicurezza di Bruno Vespa, un presentatore televisivo molto navigato (…)

Ventura, scrive Ft, si è limitato a spiegare che Vespa non poteva ascoltare i colloqui confidenzlali in corso tra i grandi della terra. Punto e capo. Altro il portavoce del governo non ha voluto o potuto dire. Ma c’è da capirlo. Come fare a spiegare che in Italia esistono giornalisti che - come le classiche tre scimmiette - riescono a non vedere, non sentire, non parlare di qualunque cosa? Ma soprattutto - in poche parole e per di più in inglese - ma come diavolo si fa a spiegare Bruno Vespa?

P.S. Da notare che quello che il Financial Times definisce “presentatore”, quest’anno ha vinto il premio Amalfi (con tanto di cerimonia trasmessa, trionfalmente, dalle reti Rai) come miglior giornalista televisivo dell’anno. No, per dire.

P.P.S. Onore al merito a quella iena di Perestroika. Che se ne è accorto - ovviamente - prima dei giornali italiani. Noi la notizia l’abbiamo notata grazie a lui.

4 Responses to “Do you know Bruno Vespa?”

  1. andrea mensa Says:

    domanda :
    secondo voi che lingua parlano al g8 ?
    sono tutti i primi ministri tanto bravi da comprendere anche i risvolti più nascosti del linguaggio ?
    probabilmente usano l’inglese, ma sarkosy, berlusconi, merkel, il giapponese, lo conoscono così bene ? e se ci sono trduttori, come ricevono gli input ?
    non è forse tramite questa via che potrebbe inserirsi un “fidato” commentatore, sicuramente abilissimo nel vedere ogni tipo di trappola verbale ?

  2. admin Says:

    Sicuramente non parlano la nostra (quella per capirci del cittadino-contribuente). I colloqui - appunto - per prassi rimangono segreti. Alla faccia della trasparenza.

  3. andrea mensa Says:

    ma volevo dire che non occorrono microfoni spia, basta esser collegati col traduttore!

  4. admin Says:

    @Andrea,

    lo avevo capito. La mia era una battuta. Comunque e per la cronaca: credo che sia il cosiddetto sherpa a fare il traduttore.

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