Petrolio

Non c’è nulla che parli spietatamente chiaro come il denaro. Che - ieri, a suon di fatturati - ha detto come ogni anno la sua. La celebre rivista economica americana “Fortune” ha stilato la (sua) solita classifica delle 500 aziende più grandi del mondo. E - crisi o non crisi - si è scoperto che a guidarla sono sempre i soliti noti:

fortune

(Via Cnn.com)

Chi so’ sti soliti noti?  So’ innanzitutto 7 - sette - compagnie petrolifere. L’anglo-olandese Royal Dutch Shell. L’americana Exxon Mobil. L’inglese, British petroleum (Bp). L’americana Chevron. La francese Total. L’altrettanto americana ConocoPhilips. E la cinese Sinopec. A far compagnia a questa versione reloaded delle 7 sorelle che furono, c’è poi un costruttore di automobili (Toyota); una grande compagnia finanziaria (l’olandese Ing; quella del “conto arancio”; salvata dai contribuenti di Amsterdam e dintorni con un aiutino da 13 miliardi di euro, causa crisi dei mutui subprime). E la catena di supermercati a stelle e strisce, Wall Mart.

Inutile dire che degli alfieri della tanto decantata innovazione&ricerca (se non di nuovi giacimenti di petrolio) non c’è traccia. Ed altrettanto inutile dire che guardando al presente, pensare a un futuro “verde” e con (sempre) meno oro nero è un po’ difficile. Ma tant’è. I potenti della terra - riuniti al G8 a L’Aquila; e guidati dal primo presidente americano ambientalista della Storia, al secolo Barack Obama - così (e contro il parere della Cina) hanno deciso: i paesi più industrializzati dovrebbero ridurre le emissioni di gas serra dell’80%. Come? Boh. Quando? Entro il 2050. Ah-beh.

Certo il 2050 è un tantino lontano. E, a pensar male, un orizzonte pure un po’ vago. Ma c’è tempo di aggiustare il tiro. Unico dubbio: ma la versione delle 7 sorelle reloaded, lo sa che adesso l’aria dell’Occidente dovrà profumare di violette? E se sì: perchè allora British petroleum - proprio causa crisi - ha chiuso gli uffici che si dedicavano alle energie rinnovabili, spedito il capo divisione in pensione, e tagliato una buona fetta degli investimenti “verdi” (come ha scritto non una vita fa, ma ieri il Financial Times)?

13 Responses to “Petrolio”

  1. Petrolio Says:

    [...] Originale: Petrolio Author: raffaele     07 9th, 2009 in Finanziamenti, Guida alla Scelta, Statistiche [...]

  2. gigi Says:

    Mm..
    in effetti, su quanto scrivete ci sarebbe molto, moltissimo da dire.
    Faccio un riassuntino del poco che so.
    Innanzitutto il governo, americano ma non solo quello, hanno investito billions of dollars nelle energie rinnovabili, in primis, energia solare da pannelli “thin film”.
    Le aziende che hanno preso soldi da governoe privati investitori sono Nanosolar (,mezzo miliardo di dollari), Konarka, Miasole, erc.
    Sharp, Kyocera, First Solar Applied Materials e altre aziende stanno investendo alla grande nel solare, con crescite di capacita` produttiva misurabile in MW/anno di pannelli prodotti che cresce del 30-50-100% e a volte di piu` all` anno.
    Per alcune aziende, si parla di triplicare o quntuplicare la capacita` produttiva nell` arco dei prossimi tre-cinque o sette anni.
    Molti istituti di ricerca prevedono la “grid-parity” (cioe` costo di energia prodotta dai pannelli solari che diventa uguale a quella dell` energia della rete) tra cinque anni.
    Qualcuno, e mica dei cantinari, ma la General Motors, Toyota e altri, stanno facendo ricarca a stato avanzato per veicoli completamente elettrici. Lo scenario che si concretizzarebbe e` quello di avere i pannelli solari sul tetto di casa, accumulare l` energia prodotta in opportune batterie, e utilizzare tale energia per la casa (durante il giorno) e per ricaricare l` auto durante la notte.
    Un progetto importante in questo senso e` il progetto Volt di General Motors ma ce ne sono altri.
    Come e` possibile che le grandi aziende del petrolio che comandano l` economia mondiale si facciano soffiare il business in questo modo, ma soprattutto, se lo faranno soffiare senza reagire?

    Domande alle quali al momento non ho risposta. Semper voster G

  3. admin Says:

    @Gigi,

    il tuo è un commento da incorniciare. Scritto con competenza. E che - deo gratias - aggiunge qualcosa (non solo opinioni, ma fatti, fatti concreti) al post.

    Unici due nei. Da parte tua: potevi aggiungere qualche link, così tutti si poteva approfondire un po’. Da parte mia: non ho modo di metterlo in evidenza, come suggerivi tu un paio di mesi fa. Che volemo fa’? Me puoi da’ na mano ad aggiungere a ’sto blog scassone de’ noantri ’sta funzione?

  4. admin Says:

    @Gigi,

    dimenticavo. Non ho nessuna intenzione di tirare il sasso e di nascondere la mano. Quindi: aggiungo - sempre rimanendo in argomento energie rinnovabili - che non ho uno straccio di elemento concreto per spiegare il contrasto stridente tra la volontà della Politica di dar vita a una rivoluzione verde e il disinteresse delle compagnie petrolifere. Per questo ho concluso il post con un punto interrogativo.

    Personalmente, però, penso che le spiegazioni potrebbero essere tre:

    1) Le 7 sorelle e dintorni aspettano che gli scienziati facciano il loro lavoro e trovino tecnologie più efficienti finanziate con i soldi dei soliti contribuenti poverazzi.

    2) Le 7 sorelle sanno che le energie rinnovabili non sono una bufala, ma che verranno utilizzate (nel medio periodo) solo per diversificare la produzione di energia e tenere il petrolio a un prezzo accettabile.

    3) Entrambe le cose.

    My two cents. E chi ha idee migliori, alzi la mano.

  5. gigi Says:

    Ok.
    Mi scuso e aggiungo i link.

    Nanosolar arrivata a mezzo miliardo di dollari di investimento:
    http://www.nanosolar.com/blog3/?p=138

    Miasole, Konarka, Solyndra, e altre societa` del fotovoltaico tutte ricevendo decine o centinaia di milioni di dollari in investimento:
    http://earth2tech.com/2007/09/26/thin-film-solar-startup-miasole-gets-50m/

    L` idea di usare l` energia solare per far andare le automobili non e` mia:
    http://www.nanosolar.com/blog3/?p=93

    Il grande progetto Volt di GM (stavano pensando alla nuova versione della Volt due anni prima che esca la prima versione e nel mezzo del filing per bancarotta, ci vuole coraggio.. ):
    http://greeninc.blogs.nytimes.com/2009/06/25/chevrolet-volt-hits-road-ahead-of-schedule/

    Cosa e` la grid Parity:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Photovoltaics#Grid_parity

    Quanto stanno aumentando le installazioni anno su anno?
    http://www.businessgreen.com/business-green/news/2245349/china-plans-dramatic-increase
    http://www.worldwatch.org/node/5449

    Per la collaborazione, meglio che ci sentiamo privatamente, cosa dite?

    Gigi

  6. gigi Says:

    1) Le 7 sorelle e dintorni aspettano che gli scienziati facciano il loro lavoro e trovino tecnologie più efficienti finanziate con i soldi dei soliti contribuenti poverazzi.

    -> E poi? Un po` difficile riciclarsi da produttore di petrolio a produttore di pannelli solari ad alta efficienza e turbine eoliche

  7. admin Says:

    @Gigi,

    stiamo parlando delle compagnie più ricche - e potenti - del mondo (capaci, alla bisogna, di scatenare guerre). Non mi sembra tanto complicato mettere le mani sul brevetto di una piccola o media azienda o di una università (o su tutta la piccola azienda o su tutta la università).

    E poi - osservazione stupida e ‘gnorante - perchè dovrebbero produrre pannelli o turbine? Non potrebbero comprarli e basta (trasformandosi in qualcosa di simile all’Enel)?

    Ovviamente - e mai come in questo caso - IMHO.

    P.S. Ti ringrazio molto per i link. Nel commento facevo lo splendido. Ma - con tutto ’sto po’ po’ di materiale - mi hai fatto un gran regalo.

    P.P.S. Sentiamoci come preferisci. E, soprattutto, quando preferisci. So che hai un mucchio di lavoro da fare. E non voglio rubarti tempo.

  8. gigi Says:

    Mm..
    La produzione di pannelli fotovoltaici “thin film” non si basa su pochi o un singolo brevetto, ma su un` intera industria.
    Chiunque puo` mettere giu` un capitale di qualche decina di milione di euro (o forse, anche meno) e iniziare a produrre pannelli fotovoltaici.
    In altre parole, e` molto difficile fare il monopolista nel campo dei pannelli fotovoltaici, a meno che non hai una tecnologia specialissima, che nessuno puo` avere, ma non e` il caso di quello che avviene nell` industria finora, dove ci sono molti players, e i brevetti servono fino la`, per cui, diffiicile anche fare profitti altissimi su ciascun pannello, perche` chiunque ti puo` copiare.
    I profitti li puoi fare vendendone moltissimi, e fare economie di scala, ma in questo modo non possono piu` fare il giochetto di fare il bello e il cattivo tempo come vogliono e come fanno adesso, perche`, come ho detto, una volta che la tecnologia e` nota, chiunque la puo` copiare.

  9. gigi Says:

    Giusto per chiarire fino in fondo..
    E` possibile che abbiate ragione voi e, se la tecnologia dei pannelli solari sfondera`, le sette sorelle se ne impadroniranno.
    Ma, a differenza del business del petrolio attuale, dove e` difficilissimo entrare a meno che non si abbiano miliardi di dollari (andare a aprire un impianto di perforazione in Siberia o una raffineria in Europa non costa bruscolini), per costruire un pannello fotovoltaico a efficienza anche simile a quelli prodotti da Applied Materials o First Solar, servono delle macchine che costano relativamente poco (una macchina per depositare ITO, Molibdeno, Silicio o altro materiale).
    Inoltre, altre industrie possono entrare nel business, per esempio IBM, Intel, etc, perche` queste societa` che gia` lavorano con tecnologie simili e hanno miliardi di dollari da investire, devono lasciare l` osso ai petrolieri?

  10. admin Says:

    @Gigi,

    uhm-uhm. Le tue sono decisamente osservazioni di buon senso. E fatte a ragion veduta.

    Seguo il filo del tuo ragionamento. E mi rimangio quel che ho detto nel commento più su. In un mondo a energia “verde” anche le compagnie elettriche (tipo la nostrana Enel) diventerbbero concorrenti temibili per le compagnie petrolifere. Perchè potrebbero produrre energia in proprio.

    Eppure.

    Eppure ti pare possibile che aziende così ricche da potersi permettere - così tanto per non farsi mancare niente - anche maxi centri studi strategici, possano essere così miopi?

    C’è qualcosa che non torna. O che non sappiamo. Tu che dici?

  11. Petrolio | Reset Italia Says:

    [...] lo sa che adesso l’aria dell’Occidente dovrà profumare di violette? E se sì, chi scrive – nel suo piccolissimo – si chiede: perchè allora British petroleum – proprio [...]

  12. Foto di famiglia - Says:

    [...] è tornato a stilare la sua classifica delle 500 aziende top al mondo. Dirà qualcuno di voi: embè, l’avete già detto. Vero. Ma quella classifica – ignorata dai soliti giornali e tiggì italioti -ha molto da [...]

  13. gigi Says:

    @Admin
    Secondo me delle due l` una:
    O hanno gia` pronto un piano per papparsi le maggiori compagnie che producono pannelli solari a basso costo, per monopolizzare anche quel mercato (cosa che come ho detto sara` piuttosto dura), oppure hanno capito che non possono farci piu` niente, e tentano di rallentare la marcia del fotovoltaico ma anche qui, senza molto successo.
    Onestamente non so, era questa la domanda che volevo fare a voi ;) G

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