- “Alitalia perde 273 milioni in 6 mesi”, La Repubblica. Mercoledì scorso, il consiglio di amministrazione di Alitalia ha approvato i conti del primo semestre di quest’anno. La ex compagnia di bandiera - che ora fa capo al pool di imprenditori privati che si sono riunti sotto l’ombrello della Cai - da gennaio a giugno ha accumulato perdite per la modica cifra di 273 milioni di euro. Praticamente: poco più di un milione di euro al giorno. Unica nota positiva: la nuova Alitalia, nei primi tre mesi dell’anno, aveva perso ben 213 milioni di euro; mentre tra aprile e giugno solo 60 milioni di euro.
- “La bara di mia madre dimenticata sulla pista dell’aeroporto”, La Stampa (articolo non disponibile on line; qui un riassunto della vicenda dell’agenzia di stampa, AdnKronos). Non solo conti in rosso. Alitalia - nei suoi primi sei mesi di nuova vita - pare avere anche qualche problemino di puntualità. Mediamente, secondo i dati ufficiali della compagnia, 3 aerei su dieci volano in ritardo. Ma - va da sè - che si tratta di una media. Per dire: Elisa Panelli - gentile signora piemontese di 84 anni - è arrivata a destinazione con addirittura 24 ore di ritardo. Un record negativo scandaloso. Anche se la signora non deve aver sofferto per il disservizio: era già morta. E Alitalia, appunto, doveva solo riportare la sua bara a casa, a Fubine nel Monferrato. E invece? E invece, missione fallita: la bara è rimasta “parcheggiata” sulla pista all’aeroporto di Tunisi, città dove l’anziana viveva da anni insieme al figlio, Enrico. Risultato: funerali nel paesello natale rimandato. E figlio Enrico di molto adirato: “Me l’hanno trattata peggio di un bagaglio”, si è sfogato con “La Stampa”. E poi ha anche aggiunto di sentirsi “straziato” al pensiero che la “madre sia stata abbandonata sull’asfalto e poi abbia trascorso 24 ore nel deposito bagagli assieme alle valigie”.
- “Colaninno; Malpensa così non va”, Corriere della Sera. Ma a meno di un giorno dall’ultima cascata di dati negativi, c’è chi riesce comunque ad essere ottimista. E’ il presidente dell’ex compagnia di bandiera, Roberto Colaninno. Che, in una lunga intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, è parso perfino soddisfatto: “Il calo di ricavi e profitti non è stato così drammatico - ha detto Colaninno, ostentando una certa sicurezza -, e soprattutto già al secondo trimestre mostriamo una netta inversione di tendenza”. Tradotto: poteva andare peggio. Commento nostro: sì, ma anche meglio, perdendo qualche milione - e soprattutto qualche bara - in meno. O no?
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on Friday, July 31st, 2009 at 2:12 pm and is filed under Confincrack.
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July 31st, 2009 at 3:42 pm
Non c’è che dire, un bel salto di qualità!
Alitalia era un bidone prima e sono riusciti a trasformarlo in bidone persino peggiore!
August 1st, 2009 at 10:46 am
Beh io spero che paghino allo Stato quello che devono….poi per il resto sono Privati adesso…..quindi cavoli loro.
Se i presuntuosi dei piloti e degli altri si adeguasse agli standard Europei forse il disavanzo sarebbe minore…alla faccia dei miei 700 € al mese di quando in quando.
Adesso speriamo che non saltino fuori alti mega clientelismi nelle assunzioni di scaldasedie e perditempo in muta come al tempo dell’Alitalia che per lavorare meno aveva più del doppio di personale delle altre compagnie competitrici (anche da lì il tracollo, tanto paga come sempre pantalone).
August 1st, 2009 at 1:24 pm
@Shia,
“Alitalia era un bidone prima e sono riusciti a trasformarlo in bidone persino peggiore!”
Già. L’ennesima dimostrazione che si può sempre fare meglio (o peggio).
August 1st, 2009 at 1:25 pm
“Beh io spero che paghino allo Stato quello che devono….poi per il resto sono Privati adesso…..quindi cavoli loro”.
Già. Privati che per il passaggio di proprietà - da ministero del Tesoro a Cai - sono costati ai contribuenti 4 miliardi di euro (circa, ma esattamente manco si sa, nè si è mai capito).
No, per dire…