Corpo docente

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I governi passano. Ma il ricordo di certi ministri resta. Scarica il calendario 2008 di Fioroni.pdf

Sia ringraziato San Crispino! E sia benedetta Santa Rosalia! Perchè tra dieci giorni si vota. E il vecchio governo va a casa. E perchè a casa (o meglio su qualche altra poltrona di qualche altro Palazzo) ci finirà pure lui: Giuseppe detto “Beppe” Fioroni, il ministro dell’Istruzione più democristiano degli ultimi lustri. Che probabilmente starà ringraziando e invocando tutti i santi del paradiso. Perchè - dopo aver passato due anni di calvario al timone della disastrata scuola italiana - doveva essere veramente allo stremo. E non solo per colpa degli studenti (sempre più) ciucci. E neppure per le magagne (sempre più evidenti) del corpo docente. Ma forse - e in particolare - anche per colpa dei corpi di alcune giovani docenti. Che finiti - un po’ per caso e un po’ no - su internet e giornali hanno trasformato il biennio da ministro del piissimo Beppe in un’autentica via crucis. Che - certo - passerà alla Storia. Ma per essere costellata di gemiti e visioni tutt’altro che divini.

E infatti: sia lodato San Clemente! E pure Santa Brigida! Ma giusto martedì scorso, il Corriere della Sera, in un lungo articolo firmato da Gian Antonio Stella, ha messo in fila tutti i numeri di una scuola sempre più in emergenza. Ricordando tra l’altro i record degli studenti tricolori. Che in pochi anni sono riusciti a scalare le classifiche mondiali. Ma al contrario. Conquistando - secondo il rapporto Ocse 2007 - un posto al sole tra gli alunni più asini del Pianeta (soprattutto in scienza, matematica e affini). Il loro capolavoro? Uno su due non sa perchè al giorno segua la notte (e quindi che la Terra gira su sè stessa). Un autentico disastro. Che ha spinto il Corriere a puntare il dito contro i fondi sempre più scarsi (-15% di finanziamenti dal 1990 al 2006). E il disinteresse dei politici (che di scuola, per la cronaca, in questa campagna elettorale praticamente non hanno parlato mai). Ma senza affondare - fino in fondo - il coltello nella piaga. E quindi dimenticando - forse per amor di Patria - di sottolineare uno dei fatti più eclatanti del biennio targato Fioroni. Ovvero: anche gli insegnanti, interrogati dal settimanale Panorama, avevano provato a rispondere al test che l’Ocse aveva fatto girare sui banchi di mezzo globo terracqueo (400mila gli studenti coinvolti, in 57 Paesi). Risultato? Proprio i docenti di Scienze, su alcune domande, avevano fatto peggio dei loro allievi. Tanto che in quasi sette casi su dieci, avevano dimostrato di ignorare, ad esempio, il (per loro misterioso) meccanismo chimico che fa sì che la pasta lieviti.

Ma non basta. Perchè - e quanto avrà pianto Santa Rita! E quanto avrà sofferto San Benedetto! - Gian Antonio Stella ha certo disegnato un quadro efficace delle magagne che affligono il mondo della Pubblica istruzione. Ma ha dimenticato pure di dire che i colpi più duri all’immagine già ammaccata delle aule del Belpaese (e all’animo pio del ministro) non sono arrivati, in questi anni bui, da pagelle e classifiche choc. Ma da internet. Dove gli studenti - armati di videofonini e grazie a YouTube - hanno pubblicato di tutto e di più. Per la gioia dei giornali che da quei video hanno pescato a piene mani per raccontare le bravate dei “bulli” del XXI^ secolo. Qualche esempio? Immortale - anche cinematograficamente parlando - rimarrà la sequenza dello studente-stuntman che sgomma gagliardamente tra i banchi a cavallo del suo motorino. E irresistibile - e degna di un film di Stanlio&Olio - resta ancora oggi lo sketch messo in scena da un altro alunno temerario. Che, durante la lezione, lancia il cuore oltre l’ostacolo (cioè il suo banco). Ma solo per abbassare i calzoni al prof. Che rimane allibito. E soprattutto in mutande.

Possibile? Altro che possibile: vi-deo-re-gi-stra-to. E pure finito nero su bianco - e a futura memoria - proprio sulle pagine del solito Corriere. Che in un altro lungo articolo - ma pubblicato ormai un annetto fa - oltre alle prodezze degli alunni dell’era Fioroni, aveva elencato le nefandezze (sempre filmate e finite on line) di alcuni insegnanti. Che in aula - sotto l’occhio implacabile dei cellulari - si addormentano placidamente (come accade a un anonimo prof durante un esame di maturità). Discutono dei fatti loro al telefonino (imperdibile la perla del docente campano che per sei minuti lotta con l’operatore di un call center telefonico per la restituzione di un credito di 1 euro e 70; la ottiene; e scatena l’applauso della classe in delirio). Oppure cantano. Come un insegnante-poeta un po’ frustrato. Che - sull’aria della hit “Un senso” di Vasco Rossi - intona: “Voglio trovare un senso a questi compiti…anche se questi compiti un senso forse non ce l’hanno. Voglio trovare un senso alla mia professione… anche se la mia professione forse un senso non ce l’ha…”.

Scene da ministero della Pubblica Distruzione, più che della Pubblica Istruzione. Che documentano - forse ben più di cifre e numeri - la quotidianità disastrata di una scuola non solo lontana dal mondo del lavoro (come lamenta da sempre Confindustria). Ma ormai - e per davvero - ai confini stessi della realtà (come recitava il titolo di un vecchio film di fantascienza). E ancora: questi episodi devono aver certo ferito nell’orgoglio l’”ex secchione” (parole sue) e marito di un’insegnante, Fioroni. Ma mai quanto le vere e proprie sequenze a luci rosse che si sono registrate tra i banchi negli ultimi due anni. E che - forse per carità di patria - nessun giornale ha mai elencato. Ma che - se messe in fila, una dietro l’altra - fanno davvero una certa impressione.

E infatti: Santa Maria Maddalena avrà chiuso gli occhi! E Santa Caterina vergine si sarà tappata le orecchie! Ma il povero ministro Fioroni, no. Lui - che la primavera scorsa ha pure partecipato al Family day (scendendo in piazza contro il suo governo e per amor del Vaticano) - questi casi li ha dovuti guardare in faccia. E affrontare. Uno per uno. Con il sospetto - forse - che il demonio ci stesse mettendo lo zampino. Perchè - se no - come spiegare l’impazzimento della docente 33enne di una scuola media dell’hinterland milanese, scoperta nuda, in aula, da una collega di ginnastica, mentre era in compagnia di tre aitanti studenti a pantaloni abbassati? Oddio: lei, la 33enne professoressa (di matematica) protagonista dell’insolito quartetto, a spiegare quanto era avvenuto quel giorno (erano i primi di novembre del 2006), ci aveva pure provato. Raccontando a magistrati e inquirenti che, insomma, tutto era accaduto un po’ per caso: «Mi hanno chiesto se facevo l’amore con il mio fidanzato… mi sono ritrovata a discutere di certi argomenti, dopodiché…». Dopodichè - e siccome una cosa tira l’altra - sarebbe avvenuto il patatrác. Ma certo si faceva - e si fa - un po’ fatica a crederle.

Come si farebbe fatica a credere che un gruppetto di studenti (tre in tutto) possa divertirsi a palpeggiare un’insegnante (40enne, sposata e con un figlio). Se non fosse per 81 interminabili secondi: quelli filmati (sempre da un videofonino) in una scuola superiore del leccese. Che hanno immortalato l’inequivocabile tocca-tocca. E che - purtroppo per insegnanti, alunni (e ministro) - sono finiti: prima su YouTube; poi in tivù; e infine, a febbraio 2007, pure sul tavolo della Procura di Lecce. Perchè si trattava di roba da codice penale, oltre che da filmino hard. Filmino, anzi filmini hard che invece hanno fatto letteralmente fare il giro del mondo alla storia di Anna Ciriani da Padova, in arte “Madameweb”. Tanto che perfino la Bbc voleva a tutti costi intervistarla. Motivo? Docente irreprensibile (di lettere) di giorno, la mora e procace Madameweb animava le notti sexy di internet a colpi di video. Per la gioia sua. Ma anche per il dispiacere dei genitori degli alunni suoi (di una scuola media di Pordenone). Risultato: trasferita in una istituto serale e per stranieri adulti, Madameweb non si è persa d’animo. E ha dato il meglio di sè nell’ultima fiera dell’Eros di Berlino. Ma - a novembre 2007, dopo che una nuova raffica di video girati in terra tedesca era finita in rete - è stata sospesa dal servizio.

Storie, appunto, ai confini della realtà. Ma tant’è: tutte realmente accadute. Con grave scorno - c’è da giurarci - del ministro. Che gli insegnanti (ciucci e non) negli ultimi 24 mesi li aveva letteralmente coccolati. A colpi di aumenti. E - soprattutto - di assunzioni a pioggia. Con 70.000 - dicasi settantamila - immissioni in ruolo di precari nel giro di soli due anni scolastici. E tutte - e rigorosamente - senza concorso. Ma come: e il grido d’allarme lanciato dal numero uno dell’associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado dalle pagine del solito Corriere? Non era stato forse lui, “il preside dei presidi”, a dire che il problema era che “la maggior parte degli attuali insegnanti sono entrati attraverso lo scorrimento delle graduatorie per supplenti, ovvero per anzianità. E l’anzianità non è mai un buon criterio di selezione”? E a spiegare che “fino a quando non avremo la possibilità di selezionare i docenti attraverso le competenze disciplinari e didattiche (cioè i concorsi che non si fanno più da anni, ndr) non avremo la certezza di poter contare su un buon corpo docente”? Sì, ma il suo appello è arrivato troppo tardi, cioè dopo l’esplosione dello scandalo sugli insegnanti asini denunciato da Panorama. Ovvero a gennaio 2008. Quando Fioroni, che già guidava un imponente esercito di 1,2 milioni di dipendenti (e quindi di potenziali votanti), aveva già assunto 20.000 docenti precari nel 2006 e altri 50.000 nel 2007. Più - e per non farsi mancare niente - 13.5000 (3.500 nel 2006 e 10.000 nel 2007) tecnici, amministrativi e vari. Ossia - essenzialmente - bidelli (che oggi sono in tutto 167mila, più dei carabinieri nelle caserme). Ma non sarà forse l’assenza di selezione per merito a far finire dietro le cattedre di tutto e quindi a far accadere nelle classi di tutto? L’idea non ha evidentemente mai sfiorato il ministro. Che per evitare altre “scene da film”, ha preferito escogitare un’altra soluzione: vietare l’uso dei telefonini. E amen. Perchè se l’occhio non vede, anche il cuore (forse pure quello di Santa Rita Da Cascia), per lo meno, non duole.

Ma - per Sant’Eustacchio e pure San Gramazio - un’altra docente è riuscita a beffare il piissimo Fioroni. E’ stata Paola Lauretano, bomba sexy 40enne, ma soprattutto insegnante di economia nell’istituto alberghiero “Rossi Doria” di Montoro Inferiore (nella ridente provincia di Avellino). Che al videofonino ha preferito l’obiettivo di una fotocamera. E ad aule e banchi, un vero set fotografico. Il risultato: un bel calendario in stile velina e distribuito dal mensile “Ubi Maior”. Di qui l’ennesimo scandaletto finito sui giornali e telegiornali (datato febbraio 2008). E l’ennesimo giustificazione di rito da parte dell’avvenente professoressa di turno: “E’ stato un modo - ha detto al quotidiano Libero - per divertirmi e lasciare un bel ricordo di me alla mia famiglia”, e anche il figlio Jacopo (5 anni) “è stato sempre al fianco del fotografo, la foto che più gli è piaciuta è stata quella nella vasca da bagno”. E qualche madre forse non avrà gradito. Mentre Fioroni - ormai - sotto elezioni per certo non ha fiatato.

Che dire di più? I governi passano. Ma Fioroni, che sta per lasciare la sua poltrona, si può consolare. Il ricordo di certi ministri - e di quel che è accaduto sotto il loro ministero - resta. Indelebilmente.

P.S. E per finire. E per non dimenticare. Anche noi bamboccioni alla riscossa abbiamo deciso di fare un calendario. Ma dedicato a Fioroni. Dodici mesi - politicamente - senza veli che puoi scaricare (ovviamente a gratis) cliccando qui sotto.

Scarica il calendario di Fioroni.pdf

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4 Comments

  1. Paolo says:

    Il calendario me lo sono appeso in cucina!

  2. admin says:

    E i bamboccioni ringraziano di cuore chi ha segnalato la nostra immagine alla Rete del Grillo. Ci ha davvero fatto un regalo bellissimo.

    Sandro

  3. d.pisani says:

    Agghiacciante.

  4. zkukkuiz says:

    figo.

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