Le Bamboccione Pon Pon

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Largo ai giovani? No, alle giovani. Tre in tutto. E tutte molto carine. E molto ben imparentate. Ma a parte loro - e in barba allo show organizzato intorno alle loro candidature - il Partito democratico non dovrebbe portare alla Camera nessun altro deputato sotto i 30 anni. Neppure uno. Ma siamo sicuri? Abbastanza. Perchè, a conti fatti, se dovesse incassare gli stessi voti del 2006, il Pd avrebbe un esercito di ben 177 onorevoli. Di cui solo 3 - tre - under 30. E per giunta solo 17 under 40. Alla faccia delle facce nuove. E della tanto strombazzata apertura al popolo dei precari e alle giovani leve della politica.

Chi sono le tre fantastiche rappresentanti del popolo dei bamboccioni italiani? E’ presto detto. Primo: perchè la legge elettorale funziona un po’ come i noiosissimi gran premi di formula 1. Per cui: chi è nelle prime posizioni (in lista), vince. E secondo: perchè tutte e tre le prescelte sono finite sotto la luce dei riflettori. Come prova provata e vivente che il Pd aveva deciso di voltare pagina, mettere da parte i soliti noti e - insomma e in poche parole - scelto di puntare sui volti nuovi. Si tratta della bionda e boccoluta, Marianna Madia (27 anni, romana de’ Roma e capolista per la Camera in Lazio); della mora e mediterranea Pina Picierno (26 anni trascorsi tra la natia provincia di Caserta e dintorni e sempre capolista per la Camera, ma in Campania); e della sicilianissima, Daniela Cardinale (26 anni pure lei e pure lei arci-sicura di essere eletta grazie al sesto blindatissimo posto nella circoscrizione Sicilia 1). E poi? E poi - appunto - basta così. E arrivederci al prossimo giro. Cioè alle prossime elezioni. Quando i giovani saranno meno giovani. E quindi - e forse - avranno qualche chance in più.

Ma Veltroni non aveva detto di voler fare largo proprio alle nuove generazioni? Certo. Lo aveva detto - a giornali e tivù - in apertura di campagna elettorale. Lo aveva ripetuto - sempre sotto gli occhi attenti delle telecamere - quando a fine febbraio aveva presentato a Roma la giovane Marianna. E lo aveva per giunta ribadito - ovviamente in presenza di microfoni e taccuini - quando pochi giorni dopo aveva chiamato su un palco in quel di Perugia la quasi coetanea Pina. Non solo. Ma l’ex segretario dei Ds, Piero Fassino - che a 58 anni verrà sicuramente rieletto per la quinta in volta in Parlamento assieme alla moglie Anna Maria Serafini - a candidature chiuse aveva perfino rincarato la dose. Spiegando che questa volta il Pd aveva davvero fatto “un ottimo lavoro”, mettendo in campo “liste forti e autorevoli, con grande apertura ai giovani e al sociale, in nome del rinnovamento”.

Belle parole. Che però si scontrano contro i freddi numeri. Quelli messi in fila dal team di economisti della Voce.info. Economisti che hanno tra le loro fila due celebri editorialisti: Francesco Giavazzi (”Il Corriere della Sera”) e Tito Boeri (”La Stampa” e “Internazionale”). E che hanno bollato annunci e buoni propositi di Veltroni&compagni come un “ringiovanimento di facciata”. Motivo? Secondo i loro calcoli, se il Pd dovesse ripetere la performance del 2006, metterebbe le mani - alla Camera - su 177 seggi. Di cui il 60% circa (105 seggi) andrebbe a candidati ultracinquantenni (quelli per capirci della generazione di Veltroni che ha 52 anni ed è in politica dal 1976, anno in cui il compianto Eddy Merckx vinceva la sua settima Milano-Sanremo; ma pure un’età in cui, in molti Paesi dove il tasso di attaccamento alla poltrona è più basso, ci si ritira dalle scene, come hanno fatto, per esempio, l’ex premier britannico Tony Blair o l’ex inquilino della Casa Bianca, Bill Clinton). Mentre solo il 10% (20 seggi) spetterebbe a quelli che hanno meno di 40 anni. E appunto solo tre-poltrone-tre, a Montecitorio, finirebbero occupate dai giovani-giovani. Insomma dagli under 30. Che quindi andrebbero a fondare una sorta di piccola riserva indiana. Ma - va detto - almeno di ottima famiglia.

E infatti. Quando Veltroni - il 22 febbraio, nel loft del Partito Democratico - aveva presentato la sua Marianna, era stato categorico:Non si tratta di una persona del mondo dello spettacolo ma è una giovane italiana di qualità, tra i tanti che sto incontrando e che costituiscono le risorse di questo paese’‘. Come a dire: una ragazza normale, non una simil-velina. E senza santi in paradiso. Però, in gamba. Vero? No. Totalmente falso. Perchè - fino ad allora e nella sua pur breve carriera - la bionda e boccoluta Madia aveva avuto un unico momento di gloria. Quando era finita proprio sugli schermi della tivù, su Rai Educational, a presentare il programma “e-Cubo”. E perchè a Roma era conosciuta più che altro per via del babbo (il fu Stefano Madia, consigliere comunale nella Capitale nella Lista per Veltroni); e dello zio (Titta Madia, noto penalista e difensore di Clemente Mastella); e, per finire, dell’ex fidanzato (Giulio Napolitano, figlio a sua volta del presidente della Repubblica, Giorgio). Notizie che giornali come il quotidiano “La Stampa” impiegarono poche ore a racimolare. Per la gioia degli internauti (che si scatenarono contro di lei). E per sommo dispiacere di Marianna che protestò dalle colonne del Corriere della Sera. In modo veemente. Ma con argomenti assolutamente convincenti: “Carina sì - disse risoluta - ma raccomandata no”. Ah, be’.

Un copione tragicomico. Che si era ripetuto anche alla presentazione della mora e mediterranea Pina. Quando - il 3 marzo, in Umbria - il segretario del Pd era stato altrettanto categorico: “Sarà capolista là dove lo era De Mita. È una 26enne, da anni impegnata. Non c’è bisogno di avere tanti anni per saper dare tanto”. Ma davvero davvero? Sì, ciao. E infatti sempre i giornalisti, ad esempio quelli di Corriere e Panorama, non ebbero pure loro bisogno di molto tempo per dare il colpo di grazia all’immagine immacolata di Pina. Scrivendo che era nipote d’arte (dell’ex sindaco del comune casertano di Teano). E soprattutto ex pupilla proprio del trombato De Mita (che l’aveva imposta, in una drammatica elezione in cui si sfiorò perfino la rissa, come presidente dei giovani margheritini; ma a cui, nei piani di Veltroni, ora Pina dovrebbe cercare di soffiare i voti). Insomma: se non una raccomandata di ferro, la mora e mediterranea Picierno non era certo un volto nuovo. Come non lo era - e non lo è - neppure la terza under 30 che finirà alla Camera sotto le bandiere del Pd: Daniela Cardinale. Che per la cronaca - e per chi non lo sapesse - ha per padre un politico piuttosto navigato: l’ex ministro per le Comunicazioni - nei governi Amato e D’Alema - Salvatore Cardinale. Che non potendosi ricandidare - causa troppe legislature sulle spalle e come ha scritto per giunta l’edizione palermitana di Repubblica - quest’anno ha pensato bene di cedere il posto alla sua Daniela. Sancendo definitivamente la regola che le poltrone sono come i comò. E appunto, si ereditano. Di padre, in figlio.

Insomma: candidature - come dire? - discutibili, quelle di Marianna&Pina&Daniela. Ma questo si sapeva. Quel che non si sapeva è che erano - per giunta - candidature di cartapesta. Che servivano non a incarnare l’inizio di una “piccolo terremoto” negli organigrammi del Pd (come disse testualmente Veltroni). Ma a nascondere - come le scenografie di cartone a teatro - la solita infornata di candidati stagionati. Infarcita, per di più (e come abbiamo già scritto qui), col consueto circo di parenti, mogli, amici e portaborse.

Epperò - e in conclusione - ancora non basta. Perchè il candidato premier del centrosinistra si è fatto addirittura battere dallo stagionatissimo candidato premier (71 anni) del centrodestra, Silvio Berlusconi. Che ha fatto meno proclami. Ma è stato (un pelino) più generoso verso le nuove leve del suo partito. E infatti: sempre secondo i calcoli della Voce.Info, il Partito delle Libertà dovrebbe portare alla Camera solo due - 2 - candidati under 30 su ben 302 - trecento e due - probabili eletti. Ma ben 32 under 40. E quindi - e in percentuale - il Pdl dovrebbe battere il Pd. Per 13,3% (di giovani under 40) a 12,3%. Ma sia come sia - e a destra come a sinistra - anche a questo giro gli onorevoli senza capelli grigi saranno una goccia nell’oceano di Montecitorio. E quindi - anche dopo questa elezione - il Belpaese confermerà la sua fama di Repubblica dei dinosauri. Anche perchè - Parlamento a parte e comunque vadano le cose - presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano, 82 anni); premier (probabilmente e per la terza volta il solito Berlusconi, 71) e capo dell’opposizione (Veltroni, 52) continueranno a spegnere in 3 più di 200 candeline (e quando c’era Prodi, 68 anni, ne spegnevano addirittura 220 e passa).

Che dire di più? Per noi bamboccioni (e trentenni) alla riscossa, il quadro è sconsolante. Ma siamo disposti a scommettere che qualcuno - comunque - finirà per consolarsi. Come le fantastiche tre “giovani” del Pd: Marianna&Pina&Daniela. Che - appunto - essendo solo 3 non potranno certo pesare più di tanto nelle decisioni del partito (e quindi aiutare i loro coetanei). E si dovranno piuttosto accontentare di fare - come in campagna elettorale - le ragazze immagine. O - se preferite - le ragazze pon pon del lìder maximo Veltroni. Ma pur sempre a 11.703 euro al mese. Perchè tanto paga la Camera (o meglio i contribuenti). E insomma: sempre meglio che ballare sul cubo in discoteca.

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One Response to “Le Bamboccione Pon Pon”

  1. Veronica Says:

    E… visto che si avvicinano le elezioni… e… visto che
    vorrei votare (giusto per non sputare su un diritto che le
    donne hanno da poco tempo)… ebbene…. i bamboccioni come
    mi consigliano di destreggiarmi in questa difficile scelta
    di parte?!

    Aspetto un lume…. qui è il buio… anche lì?

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