Informazione barbarica

Qualche giorno fa, uno dei nostri più acuti “vicini di blog” - Phastidio.net - si lamentava per lo stile dell’house horgan della famiglia Berlusconi. Cioè “il Giornale”. Che - a proposito dei malanni di stagione di un celebre conduttore Rai in quota opposizione - titolava: “Il virus tifa Berlusconi e fa chiudere Ballarò”. Roba - un altro termine, chiedo venia, non mi viene - che faceva tanto bar sport e bianchi (s)gasati da un euro, accompagnati dalle immancabili patatine Pai. Insomma: informazione confezionata da giornalisti alla vaccinara per tifosi decerebrati. E quindi giustamente da criticare. Conclusione di Phastidio: lo stato di salute dell’informazione italiana non deve essere “buonissimo se si arriva a fare titoli “virali” come questo. Ma forse qualcuno pensa di essere spiritoso, chissà”.
Già, chissà. Ma sta di fatto - ci permettiamo di aggiungere noi - che se Atene (cioè l’informazione targata centrodestra) piange, beh, anche gli spartani (i colleghi di centrosinistra) ultimamente hanno ben poco da ridere.
Chi scrive - sabato mattina - si è visto guastare colazione e risveglio da quest’altro titolo: “Sangue, trans e videotape”, firmato dalla allegra brigata Padellaro, Travaglio&co. Ovvero dai tipi del nuovo nuovento “Il Fatto quotidiano”. Un titolaccio tra lo splatter e la parodia. Che si riferiva alla morte della transessuale protagonista nello scandalo Marrazzo. Ora: chi scrive non sa se chi ha scelto questo titolo si sia reso conto di aver fatto qualcosa che aveva la stessa grazia innata di un “Mamma ho perso l’uccello” (ovvero: tipo porno-film di serie Z); e lo stesso sapore di morte-spettacolo dei plastici di certe villette di Cogne (tanto criticati, quando serviva, proprio da Travaglio). Ma sa che quelle parole, che facevano il verso a un celebre film, lo hanno urtato. Perchè vabbè, la vittima era una trans e faceva la prostituta. Ma - sia da morta che da viva - era soprattutto una persona. Che - come chiunque altro - meritava e merita un po’ di rispetto. E un po’ meno folklore. A proposito: ma una vecchia regola del giornalismo di maniera non voleva che oltre a pubblicare l’indispensabile foto (del morto), si intervistassero madre e padre per farli piangere nel microfono e lasciargli sussurrare desideri di perdono o vendetta? O le trans (e le prostitute), per definizione, una famiglia non ce l’hanno?
































November 23rd, 2009 at 3:20 pm
siamo al prolasso morale
November 23rd, 2009 at 7:24 pm
bha non vedo nulla di strano in un titolo del genere, nè offensivo
November 24th, 2009 at 9:47 am
@massimo
Certo, c’e’ di peggio. Ma un titolo del genere non e’ certo “anglosassone”, o se vuoi, da giornalismo serio. Specie se sparato in stampatello maiuscolo (=urlato)…Forse sarebbe accettabile come titolo di un editoriale..ma cosi’ fa tanto da giornalismo scandalistico stile “Feltri”
November 24th, 2009 at 12:33 pm
@Massimo e Piersky,
“ma cosi’ fa tanto da giornalismo scandalistico stile Feltri”
E Feltri è appunto il direttore de “Il Giornale”. E così - come si suol dire - il cerchio si chiude.
Dopodicché: ognuno - al solito - ha i suoi gusti (in fatto di giornalismo) e le sue opinioni. E ci mancherebbe altro.
P.S. Scusa Pier se ho preso a prestito le tue parole per rispondere a Massimo, ma non avevo molto da aggiungere a quello che avevi già (ben) detto tu.