Il buon esempio
Padoa de Paperoni
Potrebbe nuotare nell’oro. E invece lui che fa? Risparmia, risparmia, risparmia. Ma non perchè è avaro. Ma perché nel risparmio ci crede. E non si stanca mai di ripeterlo. E infatti, Tommaso Padoa Schioppa lo ha ripetuto anche oggi attraverso i microfoni di Rai Tre. Lanciando un monito anche a noi bamboccioni: i giovani, ha detto il ministro al Gt ragazzi andato in onda questo pomeriggio, “devono prima di tutto studiare e imparare a risparmiare”.
Parole severe, quelle pronunciate da Padoa-Schioppa. Ma parole sante. Tanto più che lui ha davvero tanto da insegnare. Soprattutto per quel che riguarda i trucchi per risparmiare. La casa, per esempio. Padoa Schioppa, diciamocelo, non ha un signor stipendio. Ne ha addirittura due. Innanzitutto una pensione da ex vicepresidente della Banca d’Italia che si aggira sui 26.000 euro al mese (ovvero, per la precisione 312.728 euro all’anno). Più un’indennità da ministro, che vale altri 10.000 e rotti euro (netti) al mese (ovvero, sempre per la precisione, 122.045 euro netti all’anno). E voi pensate che per questo si senta autorizzato a scialare? A spendere cifre faraoniche per affittare o comprare chissà quale attico in centro a Roma? Ma manco, per niente. Padoa è andato alla ricerca di un equo canone.
Perchè lui è un morigerato. Sempre e comunque. E infatti -quando ha lasciato Francoforte, dove era in forze alla banca centrale europea, ed è tornato nella capitale per entrare nella squadra del governo Prodi- per prima cosa ha bussato alla porta della Banca d’Italia. E, come ha rivelato il quotidiano Libero lo scorso 11 ottobre, ha chiesto al servizio immobiliare dell’istituto un aiutino. Aiutino che è prontamente arrivato. Sotto forma di una decina di stanze, dalle parti di Torre Argentina. Come dire: nel pieno centro della capitale. “Ma con questo reddito c’era bisogno di chiedere un canone calmierato?”, si chiedeva Libero. Provocazioni. Anzi malignità, quelle del quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Che noi, anche se siamo solo due bamboccioni alla riscossa, vogliamo rispedire al mittente anche a nome del ministro. E’ evidente che Padoa-Schioppa voleva solo dare un esempio -un buon esempio di parsimonia- a tutti gli italiani.
P.S. Un buon esempio, ma non l’unico. Perchè, come ha denuncato qualche settimana fa il quotidiano economico Italia Oggi, i ministri italiani pagano meno tasse di tutti gli altri comuni mortali. La loro indennità, infatti, è tassata solo al 9,75% (contro le normali aliquote che vanno dal 23 al 43%). Anche per questo, forse, Padoa-Schioppa le tasse le trova sempre “bellissime”.
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