Scommettiamo che

La faccenda è complicata. Vediamo di semplificare: usiamo un bel po’ di immaginazione e facciamo un esempio. Immaginate che qualcuno - chessò, un tal Giulio - dica a tutti di essersi messo a dieta. E immaginate che il suo macellaio di fiducia - un tal Pippo - decida di giocargli un brutto scherzo, e di farci anche qualche soldino. Per esempio:  immaginate - lo so, ci vuole una bella fantasia, ma fate uno sforzo - che Pippo convinca Giulio a comprare e mangiare di nascosto quintali di costolette di maiale. E poi che Pippo vada dagli altri amici e dica qualcosa tipo: scommettiamo che il nostro carissimo Giulio non ce la fa a dimagrire? Io faccio il banco e voi puntate…

Bene. Piantiamola di far correre la fantasia. E torniamo alla realtà. Perchè è realmente successo qualcosa di simile. Protagonisti: la Grecia sull’orlo del fallimento; e una banca d’affari americana, Goldman Sachs. A svelare l’inghippo è stato uno dei giornali più blasonati “made in Usa”, il New York Times. Che l’intera faccenda l’ha riassunta così: “Banks Bet Greece Defaults on Debt They Helped Hide”. Ossia: “Le banche scommettono che la Grecia faccia default sul debito che loro hanno aiutato a nascondere”.

Già, perchè questa settimana è successo anche questo. E’ successo che il New York Times ha scoperto che Goldman Sachs - una delle prime banche d’affari di Wall Street, e quindi del mondo - ha aiutato la Grecia a taroccare i suoi conti pubblici e a nascondere i suoi debiti (in cambio di quattrini, ovvio; e con complicati strumenti finanziari). Questo, prima (cioè in passato). Mentre quest’anno - a settembre - sempre Goldman Sachs ha aguzzato l’ingegno. E assieme a un gruppo di altre banche - tra cui un altro colosso della Finanza a stelle e strisce, ovvero JpMorgan Chase - ha dato vita a una società, con sede a Londra e a un lucroso sistema di “scommesse”.

La società si chiama Markit Group. Il sistema di scommesse è un indice, chiamato iTraxx SovX Western Europe Index. E sì, misura appunto il rischio fallimento per i 15 Paesi dell’Unione Europea con più problemini sulle spalle. Grecia, va da sè, compresa. Markit Group, i soldi, li sta facendo così: ha dato la possibilità ai trader di scommettere sull’andamento dell’indice e in cambio chiede una certa somma - fissa, per la cronaca - a tutti quelli che vogliono partecipare alla partita. E fin qui - si fa per dire - tutto bene. Se non fosse che questo iTraxx SovX e bla-bla-bla ha per giunta peggiorato le cose. Per la Grecia, s’intende.

“L’indice non ha creato il problema, ma lo ha esacerbato”, ha spiegato un analista economico al New York Times. Come? Beh, in cinque passi e secondo un curioso circolo vizioso. Primo passo: l’iTrax è diventato un punto di riferimento per banche e operatori finanziari; e quando sale, sale anche la preoccupazione per i Paesi con le casse pubbliche più sgangherate, Grecia in primis. Secondo passo: l’ansia si traduce in una crescita del valore dei Credit default swap - che altro non sono che assicurazioni contro il fallimento - sui titoli di Stato, e in particolare su quelli della solita Grecia. Terzo passo: l’ansia a questo punto cresce ancora; e chi ha in mano titoli di Stato greci, se può, cerca di liberarsene. Quarto passo: per la Grecia, vendere il suo debito diventa più difficile. E - quinto e ultimo passo - questo fa salire ancora di più l’iTraxx. Per la gioia di chi aveva scommesso su un rialzo dell’indice. E con un lauto guadagano per Goldman e soci. Che - sempre secondo il New York Times - hanno visto le “puntate” sull’indice aumentare da 52,9 miliardi di dollari di gennaio 2009 a 109,3 miliardi di dollari in Febbraio.

Insomma: prima Goldman Sachs ha aiutato la Grecia a inguaiarsi e ora ci sta lucrando su. Questo il succo e il ragionamento dell’inchiesta del New York Times. Inchiesta che mette in luce un comportamento moralmente non proprio ineccepibile. Inchiesta che, per altro, fa il paio con quella del settimanale “Der Spiegel” di un paio di settimane fa (di cui avevamo parlato anche noi, qui). Inchiesta che però non ha lasciato indifferente chi di dovere. La Fed - cioè la Banca centrale americana - ha annunciato che andrà a fondo alla faccenda. E anche la commissione europea - visto che la Grecia ora è a rischio crac e che i contribuenti europei sono i primi candidati a pagare il conto - ha deciso di vederci chiaro.

E la Grecia? Beh, la Grecia - dal canto suo - ha dimostrato di aver imparato la lezione. Certo: in passato Atene ha commesso errori pesanti. Perché Goldman Sachs avrà anche dato una mano; ma a decidere di taroccare i conti sono stati pur sempre loro, cioè i governi greci. Epperò ora la Grecia pare davvero decisa a voltare pagina. Otto giorni fa, Atene ha affidato a un ex banchiere la gestione del suo debito pubblico. Si chiama Petros Christodoulu. E ha un curriculum di tutto rispetto. Ha lavorato sette anni per JpMorgan. E due anni per Goldman Sachs.

11 Responses to “Scommettiamo che”

  1. Shia Says:

    Come dire che sbagliare è umano!
    Ma perseverare nello sbaglio è diabolico!

  2. Roccia Says:

    Davvero geniali! E sull’Italia che scommesse stanno facendo?

  3. gigi Says:

    Fuori argomento (se posso).
    Mi scuso in anticipo.

    Relativamente al post del 5 Gennaio, dove facevi notare come Roubini abbia sbagliato in una delle sue previsioni:

    E’ il solito déjà vu. (…) I mercati cominciano a salire - questa volta dell’8% in una settimana - e il coro degli ottimisti comincia a dire che (…) siamo all’inizio di un rialzo sostenuto che riporterà in alto le Borse (…). Lasciatemi spiegare in dettaglio perchè non è così…

    Forse (dico forse..) il motivo puo` essere questo:
    http://www.zerohedge.com/article/trimtabs-asks-who-responsible-non-stop-market-rally-march-gives-some-suggestions

  4. marco Says:

    Tecniche di guerriglia
    http://economiaincrisi.blogspot.com/2010/02/tecniche-di-guerriglia.html

  5. admin Says:

    @Gigi,

    carissimo, il tuo OT casca a fagiuolo. Perchè c’era giusto un post che mi era rimasto nel cassetto (tradotto: che non avevo avuto il tempo di scrivere).

    L’economista Arnab Das - braccio destro di Roubini a RgeMonitor, recentemente è venuto in Italia (a gennaio 2009). Ed è stato intervistato da “Il Giornale”.

    Ebbene. Tra l’altro gli è stato chiesto perché Roubini&co non avessero azzeccato la previsione sull’andamento della Borsa. Anzi e per la precisione: copincollo qui direttamente domanda e risposta:

    D: Nel 2009 il pessimismo dilagava, e Roubini vedeva nero. Invece i mercati…

    R: “Roubini ha visto per primo e giustamente la crisi finanziaria americana e il suo rischio sistemico. Ci ha azzeccato nel 2007 e nel 2008. Ha avuto la vista molto lunga. Nel 2009 abbiamo sottovalutato l’impatto degli stimoli fiscali e monetari. I mercati sono andati bene, ma siamo convinti che la ripresa del mondo occidentale sarà anemica”.

    Dopodicchè: la famosa “manina” di cui parla Zerohodege - manina che tante sedute di Borsa ha aggiustato in questi ultimi mesi - beh, quella manina è davvero un bel mistero…

    Ma in conclusione. Resta il fatto che chi ha seguito consigli e analisi di Roubini - lo ribadisco come già feci allora: analisi interessanti e per molti versi condivisibili, per carità - ci ha smenato un mucchio di soldi. E - aggiungo io - ben gli sta. Mai fidarsi al cento per cento di chi vende previsioni per il futuro. Mai. Perchè il futuro - manina o stimoli docent - non si può prevedere. E chi dice il contrario o è uno stupido o è in malafede.

    P.S. Leggitela tutta l’intervista, va. Tra l’alto Arnab Das sarebbe molto ottimista sulla tenuta dei nostri conti pubblici. Uso il condizionale perchè l’intervista - con tutto il rispetto - è stato pubblicata da “Il Giornale”. Quindi potrebbe peccare di ottimismo. Però sta di fatto che il pezzo è molto interessante. Mi dispiace di non averlo segnalato prima. Ma, ragazzi, cercate di capire: ho due mani e un cervello. Faccio quello che posso. E non per farvelo pesare: ma lo faccio pure aggratis.

  6. admin Says:

    @Roccia,

    “E sull’Italia che scommesse stanno facendo?”

    Mi permetto di darti un consiglio di lettura. Questo. Il pezzo - firmato da Massimo Giannini, vicedirettore di “Repubblica” - è sintetico e chiaro. E in sostanza dice: per ora gli avvoltoi hanno girato al largo da noi poveri italioti; ma fino a quando durerà?

    Insomma: tocchiamo ferro, va.

  7. Gigi Says:

    @Admin
    letto l` articolo, molto interessante.
    Si dice che in Italia non siamo cosi` a rischio che altrove, ma ricordo di aver letto un pezzo di un Nobel (guarda caso riportato dal Beppe nazionale..) che diceva tutto l` opposto (secondo lui, il vero problema europeo e` l` Italia).
    Chissa` chi ha ragione.

    “Mi dispiace di non averlo segnalato prima. Ma, ragazzi, cercate di capire: ho due mani e un cervello. Faccio quello che posso. E non per farvelo pesare: ma lo faccio pure aggratis.”
    Si, si, anzi, voi blogger dovreste trovare un sistema di finanziamento (metti anche tu il semaforo motivazionale come il blog della Grande Crisi?)

    Infine ti segnalo, anche se sono certo al 99,9% che lo sai gia`, che il TG1 ha raccontato una balla riguardo all` “assoluzione” di Mills, e il Corriere non mi risulta che ne abbia dato notizia dello “sbaglio” del TG1).
    Alla faccia di chi grida ai complotti contro Berlusconi..

    Gigi

  8. marco Says:

    E la pazzia continua…
    http://mercatoliberonews2.blogspot.com/2010/02/e-la-pazzia-continua.html

  9. marco Says:

    Il piano di Francia e Germania per dominare l’Ue passa dalla Grecia
    Mauro Bottarelli
    http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/3/2/FINANZA-Il-piano-di-Francia-e-Germania-per-dominare-l-Ue-passa-dalla-Grecia/70113/

  10. admin Says:

    @Gigi,

    “Si dice che in Italia non siamo cosi` a rischio che altrove, ma ricordo di aver letto un pezzo di un Nobel (guarda caso riportato dal Beppe nazionale..) che diceva tutto l` opposto (…)”.

    Ecco, appunto.

    In realtà si potrebbe dire che una parte di ragione ce l’hanno entrambi. L’Italia, nel 2009, ha saputo contenere il proprio deficit molto meglio di Spagna, Grecia o Inghilterra (tanto per fare qualche esempio, e restare in Europa). E questo spiega perché gli “speculatori” non si siano ancora accaniti contro di noi. E d’altra parte: la dimensione del nostro debito è da allarme rosso. Per cui: non solo non c’è da sedersi sugli allori, ma bisognerebbe lavorare alacremente per migliorare conti pubblici e pompare l’economia. Altrimenti: una messe di grossi guai in futuro, non ce la leverà nessuno.

    Se la metti così, però, non fai “sensazione”; non fai titolo. E allora vai con “tutto okay” o “tutto un disastro”. Ché la gente capisce meglio (senza, in realtà, capirci una mazza).

    Ma ora basta con il solito pistolotto su come funzionano i media mainstream.

    E torno a ripetere: invece che affidarci ai guru (dell’economia), ragioniamo con la nostra testa. Come scrissi a inizio gennaio: magari sbaglieremo; ma meglio sbagliare da soli, che farsi prendere per il naso dall’espertone - o dal giornalone, o dal big blogger - di turno.

    E sai perché insisto tanto su questo punto? Perché c’è gente che sulla base dell’ipse dixit di turno - più o meno coscientemente - fa scelte o non scelte di vita. Emigra o decide di non cominciare una certa attività, perché teme l’arrivo di un qualche disastro sull’Italia. Giornaloni, espertoni o big blogger, però, non sembrano porsi più di tanto questo problema. Ecco perchè se lo debbono porre i cittadini. Che devono imparare ad attrezzarsi con una massiccia dose di spirito critico.

    “Infine ti segnalo, anche se sono certo al 99,9% che lo sai gia`, che il TG1 ha raccontato una balla riguardo all` “assoluzione” di Mills, e il Corriere non mi risulta che ne abbia dato notizia dello “sbaglio” del TG1)”.

    Guarda: in questo caso, la cosa grave non è il silenzio del “Corriere della Sera”. Ma il fatto che l’ordine dei giornalisti non abbia - per ora - preso alcun provvedimento concreto. Perché in questo caso gli estremi per intervenire, ci sarebbero tutti. Anzi: io direi proprio che una sanzione esemplare sarebbe sacrosanta.

    “Alla faccia di chi grida ai complotti”

    Io, come sai bene, i complotti, non li calcolo proprio. Figurati nel caso di “sincerità” Berlusconi.

  11. Scommettiamo che ti frego!!! | Selvaggio Web Says:

    [...] bamboccioni alla riscossa [...]

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