Al lavoro
Come volevasi dimostrare. Danari per rilanciare l’economia e combattere una disoccupazione (sempre più) galoppante, non se ne trovano. I soldi per sistemare qualche acrobata di quel circo Barnum che è la politica italiota, beh, quelli, invece, si trovano sempre.
Eh, sì. Perché settembre ormai è finito. E con settembre son finite pure le vacanze e si è tornati al lavoro. Una fortuna non da tutti, visto che il nostro ex Belpaese - sarà bene ricordarlo - negli ultimi due anni ha bruciato qualcosa come 500 posti di lavoro al giorno (o per lo meno, questo dicono gli ultimi calcoli del centro studi della Cgil). Una fortuna toccata - tra l’altro - al signor Marrazzo Piero. Che - per la cronaca - fino a poco fa faceva il governatore del Lazio. E che - sempre per la cronaca - da quest’autunno è tornato a fare il giornalista per mamma Rai. Sempre pagato da tutti gli italiani. E sempre - è lecito supporre - in quota Piddì.
Possibile? Eccome. Perché sì, certo: Marrazzo - che per diventare governatore si era spacciato per uomo tutto casa e chiesa - neppure un anno fa era finito su tutti i giornali per festini con trans e coca. E perché sì, certo: secondo i magistrati che hanno indagato su di lui, il governatore a mignotte ci andava pure con l’auto blu. E perché sì, certo: Marrazzo - all’inizio - aveva per giunta mentito a elettori e giornalisti sostenendo che tutta la storia del filmato a luci rosse che lo ritraeva a braghe calate non era altro che una “bufala”.
E però - perché in Italia c’è sempre un “però” - poi, l’ex governatore ed ex conduttore di “Mi manda RaiTre” ci aveva messo del suo.
Per un po’ - con un vero e proprio coup de theatre - si era perfino ritirato in un convento di frati (a Montecassino). Insomma, si era - pubblicamente - pentito. Aveva - pubblicamente - espiato. E così - a quanto pare e a quanto raccontava una manciata di giorni fa “Il Fatto quotidiano” - anche la televisione pubblica lo ha “perdonato”. E - giustamente - reintegrato.
Tutto è bene quello che finisce bene, quindi? Beh, fino a un certo punto. Rimane, infatti, qualche dubbio. Tipo: ma che fa adesso in Rai il più indimenticabile governatore della storia del Lazio? Risposta: boh. Secondo “Il Fatto”, Marrazzo ha un ufficio nella sede Rai di via Teulada a Roma e la prestigiosa qualifica di direttore. I suoi incarichi, però, sempre secondo “Il Fatto”, non li conosce nessuno. Come, del resto, nessuno conosce neppure l’ammontare del suo attuale stipendio.
Anzi - e per dirla tutta - quasi nessuno neppure sa che l’ex governatore è tornato in forze alla tivù pubblica. Primo: perché va da sè che non è mai comparso in video. Secondo: perché “il Fatto” ha - invero insolitamente - piazzato la notizia ben lontana da prime pagine e titoloni (e l’ha pure nascosta dentro un pezzo che parlava d’altro, ovvero del fatto che Marrazzo era stato pescato da una pattuglia della stradale - in eccesso di velocità, senza libretto di circolazione e senza tagliando assicurativo - mentre scorrazzava in auto a due passi dalla galeotta via dei Due Ponti, quella teatro dei festini di cui sopra). E terzo e per finire: perché nessun grande giornale o telegiornale ha rilanciato la vicenda del ritorno del governatore prodigo.
Unica eccezione: il quotidiano “Libero”. Che ci ha pure aggiunto il carico, svelando che Marrazzo starebbe lavorando sodo per integrare il suo stipendio da giornalista. Domanda: forse facendo - chessò - qualche consulenza? Risposta: no, no, no, no, no. L’ex governatore avrebbe semplicemente chiesto al suo avvocato di fiducia di bussare alle porte della Regione Lazio per avere quello che gli spetta. La pensione da ex consigliere regionale da circa 2mila euro al mese. A 52 anni. Del resto: fare il governatore stanca. Perché si lavora giorno e (in alcuni casi soprattutto) notte. E si corrono pure dei rischi. Come quello di essere segnalati dalla Guardia di Finanza per aver “sprecato” la modica cifra di 36 milioni di euro (di danari pubblici, ovvio). Cosa capitata - a luglio di quest’anno - proprio all’ex governatore Marrazzo (e ad altri uomini dell’assessorato alla Sanità del Lazio).
Che dire di più? Ah, sì. Appunto e come volevasi dimostrare: a volte ritornano; in Italia, sempre. Perché, sapete com’è?, chiodo schiaccia chiodo. E l’ultimo scandalo cancella sempre dalla memoria labile degli italioti quello precedente.
P.S. Dulcis in fundo. In Rai, Piero - figlio del grande giornalista (sempre targato Rai), Giuseppe Marrazzo - ritroverà anche la moglie (o ormai ex moglie?), Roberta Serdoz. Che chiaramente fa sempre la giornalista. E sempre nella piddina RaiTre. Del resto sentirsi soli è brutto. Le coincidenze non finiscono mai. E siamo tutti una grande famiglia. O, al limite, una bella compagnia di giro.
P.P.S. Dimenticavo. E con questo post anche i bamboccioni (alla riscossa) tornano al lavoro, cioè in servizio permanente effettivo. Solo che a noi non ci paga nessuno e tanto meno mamma Rai. Chissà come mai.
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Solo un’osservazione.
Tutto questo rimestare nelle abitudini sessuali di questi “personaggi” che i mass media stanno facendo secondo me serve a tutti, soprattutto ai “personaggi”, in quanto serve a nascondere le vere porcherie che vengono fatte.
Se Marrazzo va a trans a me non frega niente. Se ci va con l’auto blu frega un po di piu’. Ma soprattutto mi importa se i soldi delle tasse vengono usati per pagarlo per non fare un cazzo.
Ma questa vera porcata secondo me si perde se si mischia con tutte le descrizioni di trans/prostitute/prostituti etc.
E’ come se fornire un lungo elenco di tutti gli scandali impedisse di focalizzarsi sui pochi davvero importanti.
@Stefano,
tu scrivi:
“Se Marrazzo va a trans a me non frega niente”
A te, no. A parte dei suoi elettori, sì. Perché? Perchè il Marrazzo - in campagna elettorale - si era presentato come tutto casa e chiesa. Si candidava nella regione del Vaticano. Si presentava come alfiere dei valori cattolici. Valori che ha - evidentemente - tradito.
Meritava - quindi - di diventare baby pensionato e farsi reintegrare in Rai (a fare non si sa cosa)? Secondo il mio modestissimo parere, no.
Ma non è questo il punto. Il punto è che a noi, dei trans e dei Marrazzi ce ne frega fin lì. Il punto è il ricambio della classe dirigente che - nel nostro ex Belpaese - non c’è. E questo - credo lo capiasca da te - costituisce problema.
«Merrill Lynch è la più importante organizzazione internazionale di rating» N. Vendola ieri sera ad Anno Zero
Se il nuovo che avanza è questo, c’è mettersi le mani nei capelli.
Cmq cappello introduttivo a parte rimane un interrogativo piuttosto (a mio avviso) interessante sulla situazione politica italiana.
Ovvero è palese che ci sia uno scollamento sempre crescente tra classe dirigente e paese …. l’astensione crescente lo palesa
Eppure tutto continua sempre allo stesso modo: continua il doppiopesismo, continua l’appellarsi (a sinistra) ad una questione morale che oramai non esiste più perchè il marcio si è magngiato pressochè tutto, continuano i dossieraggi (a destra) per far vedere che il più pulito ha la rogna e quindi tanto vale tenersi il cavaliere perchè almeno “è più bravo”; neppure le tanto osannate elezioni oramai servono più a qualche cosa, perchè i meccanismi interni al palazzo hanno dimostrato di poter frantumare maggioranze bulgare e far pesare il voto dei singoli anche in quel caso.
Di fronte a questo non c’è una reazione … si, magari c’è lo sdegno (spesso pilotato), ma si limita a pochi giorni (se non a poche ore) e poi tutto va avanti come sempre.
Non so riesco a spiegarmi: di fronte allo sfascio, la società italiana non riesce a partorire nulla …. è come se gli mancassero gli anticorpi.
……cosa ne pensate?
@Shia,
“Non so riesco a spiegarmi”
Ti sei spiegato benissimo. E hai fotografato alla perfezione l’empasse politica del nostro Paese. Io non avrei saputo fare di meglio.
“di fronte allo sfascio, la società italiana non riesce a partorire nulla …. è come se gli mancassero gli anticorpi”.
Esatto. Mancano gli anticorpi e - mi verrebbe da dire - mancano soprattutto le energie. Quelle poche che ci sono, poi, vengono pure - a mio modestissimo parere - usate male, per sostenere progetti velleitari, nati vecchi o falliti in partenza.
Bisognerebbe innanzitutto chiedersi il perché. Ma nessuno - o almeno credo - ha voglia di farsi di queste domande. Figuriamoci il cercare risposte.
@ admin
“per sostenere progetti velleitari, nati vecchi o falliti in partenza.”
Questa non la ho molto chiara: a cosa ti riferisci in particolare?
Cyaz
@Shia,
“Questa non la ho molto chiara: a cosa ti riferisci in particolare?”
A certa sinistra sinistrata, Shia. Cui - come sai - da anni non risparmio critiche.
Chiaro ….. grazie per la risposta
@ Admin
Mi sto interrogando da alcuni giorni sui famosi “perchè” (ossia sul perchè questa società non riesce a reagire di fronte allo sfascio).
Onestamente non riesco a trovare una soluzione che sia UNA e certa: sicuramente pesa molto il fatto che storicamente oramai le “masse” sono fuori dal giro delle decisioni e marginalizzate (ma questo è un probelma macro a livello mondiale); sicuramente pesano molto certi tratti tipici di un certo modo di essere italiani (il conformismo, il provincialismo).
Eppure questi risultati non riescono a soddisfarmi del tutto.
Secondo voi (anche se mi rendo conto che la domanda è ardua) quali fattori sono alla base di questa impotenza??
Scusate, sarò venale, però sti 36 milioni di euro Marrazzo e Company li devono restituire. E’ ora che ognuno paghi per le proprie cazzate.
@Geno,
non sei venale, è che ti piace sognare ad occhi aperti. Perché qui - in Italia - chi ha mai restituito uno spillo?
@Shia,
“Mi sto interrogando da alcuni giorni sui famosi perchè”
Pure io. Ma non da alcuni giorni. Da anni. E alcune risposte mi pare pure di averle trovate. Tipo: non è che niente niente la nostra classe dirigente è banalmente specchio fedele di una maggioranza di cittadini che punta solo a farsi una padella di c. propri?
No, così, per dire. Ma beninteso: il mio è banale sociologismo all’amatriciana. E comunque - ovvio-, ci sono ragioni altre. Più serie e complesse. Ma non basterebbe un post. Ci vorrebbe un intero blog. Anzi, ci vuole un intero blog. E io il mio blog l’ho aperto pure per questo. E per discuterne con persone come te. Chissà che davvero non si riesca a quagliare qualcosa.