L’informazione libera. Di fare politica/2
Perché è così che finisce. Finisce che si fa un bel dibattito. Da una parte il candidato sindaco dell’Italia dei Valori a Napoli, ovvero l’ex magistrato Luigi de Magistris. Dall’altra i blogger italiani, alfieri dell’informazione “libera”. Come Daniele Martinelli. Che oltre a fare il giornalista - chiaramente “libero” - si è pure candidato alle elezioni comunali di Milano. Chiaramente in quota Italia dei Valori.
Breve, anzi brevissimo riassunto delle puntate precedenti. Una manciata di giorni fa, chi scrive si era permesso di raccontare - per l’appunto - la parabola di Martinelli. In tutto il suo fulgore. Poco conosciuto giornalista di una poco conosciuta televisione locale, Martinelli - nel 2008 - aveva partecipato al V2 Day. Quello organizzato da Beppe Grillo. Quello che doveva liberare l’informazione. Al giorno del Vaffanculo numero 2, Martinelli si era per l’appunto vantato di essere un giornalista veramente, ma veramente, libero. Uno che aveva il suo blog, e che dalle pagine di questo suo blog raccontava le cose come stavano. Senza far sconti a nessuno, anzichenò.
“Io non sono un giornalista in quota Forza Italia, Alleanza Nazionale o Rifondazione comunista. Sono in quota internet”, aveva proclamato Martinelli sul palco del V2 Day. Poi si sa come vanno le cose. Le feste finiscono e oltre agli amici se ne vanno pure i proclami. E infatti a tre anni di distanza, gli elettori milanesi ritroveranno Daniele Martinelli - domenica prossima - sulle schede elettorali. Ma non in quota internet. In quota Italia dei valori. E non sarà neppure una novità. Sempre lui, Martinelli, si era candidato anche alle ultime elezioni regionali in Lombardia (andate in scena, va ricordato, giusto un anno fa). E sempre in quota Iddivì.
Domanda. Ma allora il blogger-barra-giornalista libero ora ha deciso di cambiare mestiere e di mettersi a fare il politico? Ma quando mai. Martinelli ora fa un po’ l’uno, e un po’ l’altro. E’ un blogger-barra-giornalista-barra-politico. Ma sempre più libero che mai. Parola di Martinelli. Che dalle pagine del suo blog ha annunciato urbi et orbi la sua candidatura. E ha spiegato: “Il fatto che faccia sia il giornalista che il politico non significa che non possa continuare ad essere un uomo libero” e “a dire le cose che non funzionano”. Amen.
E infatti.
Oggi, smessi i panni del candidato dell’Italia dei Valori, andrà a fare un po’ il blogger “libero”. Dove? Ma sulla webtivù dell’Italia dei valori. Lì, infatti, il candidato sindaco dell’Italia dei valori a Napoli, Luigi de Magistris incontrerà alcuni blogger italiani per un bel dibattito in vista delle elezioni. E tra loro ci sarà pure Martinelli. Che per altro - per coincidenza - De Magistris lo conosce già.
Il giornalista “libero”, infatti, aveva già intervistato l’ex magistrato giusto un anno dopo il famoso giorno del Vaffanculo numero 2. Era il marzo del 2009, e De Magistris era sempre candidato, sempre per l’Iddivì, ma a parlamentare europeo. L’intervista, in realtà, aveva tutta l’aria di uno spottone elettorale: si apriva e concludeva con l’invito a votare l’ex pm. E anche se pochi se la ricordano (venne trasmessa solo dal canale youtube del partito di Antonio di Pietro), le domande rimangono memorabili.
La prima era davvero tosta: “Lei andrà a Bruxelles, ovviamente se sarà eletto: pensa di occuparsi del destino dei fondi europei?”. De Magistris, che da pubblico ministero sui fondi europei ci aveva fatto pure un’inchiesta, non si fece prendere in contropiede. Monologò - senza una interruzione che sia una - per quattro minuti. La seconda domanda firmata Martinelli, addirittura tostissima, partiva con una premessa: “Una domanda d’obbligo gliela devo fare per quanto concerne le critiche che le sono già giunte da diverse parti, non le chiedo di analizzarle una ad una perché potrebbero non interessarci”. Potrebbero non interessare, eh? Eh, no. E allora? E allora, Martinelli sparò questa benedetta domanda delle cento pistole: “Ma come ci si sente quando si è criticati, da Pubblico Ministero prima e da candidato politico ora?”. Inutile dire che anche in questo caso l’ex pm non ebbe troppi problemi a rispondere. Parlò e parlò - anche in questo caso senza un’interruzione che sia una - fino alla fine del video. L’intervista, infatti, era finita lì.
Una fulgido esempio di giornalismo libero. Complimenti, Martinelli.
E complimenti pure a De Magistris. Che per il dibattito, questa sera, ha invitato altri validissimi blogger per nulla schierati.
Per dire. Ci sarà Gianfranco Mascia che è uno dei leader dell’antiberlusconiano Popolo Viola; ha un blog su “Il Fatto quotidiano”; e, come recita la sua biografia, collabora con l’Italia dei Valori (per la precisione: è responsabile nazionale dell’Iddivì per l’area dipartimentale “costituzione e obbedienza civile”; qualunque cosa questa formula voglia dire). Poi ci sarà anche l’antiberlusconiano doc, Piero Ricca (anche lui candidato per l’Italia dei Valori alle elezioni comunali a Milano nell’anno di grazia 2006). E ci sarà anche il giornalista de L’Espresso (e simpatizzante del Popolo Viola ed elettore dichiarato del Piddì), Alessandro Gilioli. E infine Claudio Messora, in arte Byoblu. Che l’anno scorso - durante la campagna elettorale per le elezioni regionali - aveva condotto un paio di tribune politiche su una webtivù. Quella dell’Italia dei Valori. Per coincidenza? No. Perchè - come aveva spiegato Mr Byoblu rispondendo a uno dei commenti dei suoi lettori - lui era un simpatizzante dell’Iddivì. E l’Iddivì lo aveva pure pagato. Ah, tra l’altro, in una di quelle tribune politiche trasmesse da teleIddivì, Messora aveva duettato proprio con un altro famoso blogger libero. Il solito Martinelli.
Insomma. Il candidato sindaco dell’Italia dei valori a Napoli, questa sera, avrà un bel filo da torcere. Del resto, l’ex pm due anni fa si era fatto eleggere parlamentare europeo proprio con i voti del movimento di Beppe Grillo, quello dei Vaffanculo Day e dell’informazione che non dev’essere serva di nessuno. Sarà per questo che organizza finti dibattiti stile Festa dell’Unità. Con tanti giornalisti scomodi rigorosamente della sua parte politica. Cioè di sinistra.
Perché è così che finisce. Finisce che l’informazione, in Italia, deve essere sì libera. Ma di servire una parte politica. Perché così vogliono i politici. E perché così vogliono blogger e giornalisti, che o si pigliano i quattrini (dai partiti) o possono sempre fare il salto della quaglia e mettersi a fare i politici pure loro. E perché come si dice a Napoli - città bellissima e tormentata di cui De Magistris vorrebbe diventare primo cittadino - simmo in Italia, paisà. E accà, nisciuno è fiesso.
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quindi, il fatto di avere preso 400€ per presentare una due giorni un anno fa, farebbe di me un salariato di parte? Quindi qualsiasi consulente che nella sua vita abbia fatto un lavoro per qualcuno, compreso qualsiasi presentatore che percepisce un compenso per una trasmissione che fa parte di una televisione di un qualsiasi editore, è un servo compiacente di quell’editore anche se magari poi in seguito fa tutt’altro o lavora con altri editori? Quindi siamo tutti servi? No, perché nella vita qualcosa capita pure di fare, sai, a meno che tu non faccia mai niente, e fare implica conoscere ed entrare in contatto con qualcuno. COmplimenti per la logica e per la critica, almeno nei miei confronti, intelligente. A proposito, perché non hai dato conto che sul mio blog ho chiesto agli utenti di fare loro le domande a De Magistris, e che tali domande sono tutte lì a disposizione? Le puoi leggere anche tu, se ti sforzi. E perché non racconti quali domande ho fatto ieri sera? Sai,aiuterebbe. E perché non racconti anche che, mentre sono un “servo” IDV, sto facendo campagna per il Movimento Cinque Stelle, e che l’ho fatta anche per PBC o per la Rete dei Cittadini o per chiunque abbia delle buone idee? Sono servo di tutti e di nessuno?
A cosa serve gettare merda sul prossimo,così un tanto al chilo tanto senza nessun criterio?
A proposito: sul mio blog i commenti sono liberi. Vediamo se lo sono anche sul tuo.
Mm..
Grazie a Ziu Antunello per la spiegazione degli inciuci nell` IdV.
Io credo, come gia` spiegato, che le cose non cambieranno fino a che ci sara` un cambiamento di sistema, e non un cambiamento interno al sistema.
Nessuno se la puo` prendere con Berlusconi (esempio) perche` si fa gli affari suoi, quando ci sono 10~20 milioni di persone che lo votano o lo appoggiano.
Gigi
@Claudio e Ziu Antunello
Via via..
Perche` litigare e prendersela sul personale?
E` giusto uno scambio di idee e questo non puo` fare altro che bene..
E perche` dire che Z.A. accusa C.M. di essere “servo” quando lui questa parola non l` ha scritta?
Mi sembra che qui stiamo facendo una battaglia “fra poveri”
Gigi
@Claudio Messora,
innanzitutto ti ringrazio per la tua replica. Epperò, a mio parere, quello che hai detto nulla aggiunge e nulla toglie a quello che ho scritto nel mio post.
Perchè? Perché
1) Punto numero uno. Scrivi che ti do del “servo”
Io questo non l’ho mai detto. Lo hai detto tu.
Nel post ho semplicemente ricordato che avevi condotto un paio di tribune politiche sulla webtv dell’Italia dei valori e che eri stato pagato per questo. E ancora ho ricordato che sei (eri?) un simpatizzante dell’Iddivì.
Me lo sono inventato io? No. Lo avevi scritto tu in un commento al post che ospitava la diretta di una di queste tribune. Cito:
“Io sono sempre stato vicino, come idee, a IdV, e credo che questo non sia difficile da indovinare, anche se ne ho comunque criticato le scelte quando queste non sono state, a mio avviso, condivisibili (vedi De Luca). Accade semplicemente che, con l’approssimarsi delle elezioni, si infoltiscano le occasioni come eventi tematici (vedi Festa dei Pirati, per cui era previsto l’intervento di Di Pietro, che ho realizzato poi io), manifestazioni di piazza o attività, come questa diretta streaming VOTARE INFORMATI di questa settimana. Mi è stato proposto ieri di moderare gli incontri alla sede IdV, dietro compenso, ed ho accettato (…)”
“Io sono sempre stato vicino, come idee, a Idv e credo che questo non sia difficile da indovinare”. Sempre in quel commento non escludevi neppure, un domani, di impegnarti direttamente in politica. Cioè di candidarti tu stesso. Ricordi? Stiamo parlando di un anno fa, non di un secolo fa.
2) Punto scondo. Scrivi: “E perché non racconti anche che (…) sto facendo campagna per il Movimento Cinque Stelle…”
L’espressione che usi - “fare campagna” - mi sembra che sia eloquente. Il titolo del mio post, infatti, era “l’informazione libera. Di fare politica”. Mi sembra di avere centrato il punto.
Non mi piace un certo modo schierato o militante di fare informazione. Penso che compito di giornalisti (o blogger) non sia fare “campagna” per chicchesia (a pagamento o gratis), ma controllare cosa fa chi ha potere o chi ambisce ad averne (per esempio: i candidati ad una elezione). L’essere schierati è un tratto dell’informazione in Italia di oggi (e non solo di oggi) e non mi piace. E non mi piace il fatto che anche in rete si stia sempre più affermando questa tendenza. Tutto lì. Questo non significa che gli altri - blogger, giornalisti o lettori che siano - la debbano pensare come me. Ma sarò libero di dirlo o no?
Infine. Ha ragione Gigi. Non prenderla sul personale, perché - per me - non è una questione personale. Tradotto: non ce l’ho con te. Non ho voluto danneggiarti, né l’ho fatto. Come scrivevi tu: non è difficile indovinare le tue simpatie politiche. Ed è anche per questo, credo, che i tuoi lettori apprezzano il tuo blog e continueranno a farlo.
Aggiungo. Di una cosa, sì, mi dispiaccio. So che non stai bene, e non vorrei con questo post aver aggiunto un pizzico di amarezza in più a un periodo per te non facile. Soffro di problemi alla schiena da anni. Ammiro lo spirito con sui scherzi sulla tua ernia, ma so che il tuo problema non è affatto piccolo. Ti auguro di guarire il prima possibile e di tornare a una vita normale. E questo non lo dico per blandirti. Ma perché so distinguere i ruoli che ciascuno di noi ha in quel bizzarro gioco di società chiamato vita e il nostro essere tutti esseri umani. E da essere umano di ti dico: fatti forza, Claudio, anche questa tempesta passerà.
Antonio
Rispondo dal letto, con un dito sull’ipad, quindi perdonate se non riesco ad essere esaustivo, preciso grammaticalmente né a dilungarmi troppo.
Ti ringrazio per la tua risposta. Non mi hai dato del servo, non esplicitamente, no. Peró se sei onesto intellettualmente devi ammettere che hai costruito un articolo dove sostieni che idv si è costruita un finto dibattito, reclutando blogger amici, al fine di inscenare un coro che si presume di consensi intorno a de magistris. E per dimostrarlo pubblichi la storia di ognuno.
Premesso che può anche essere vero, e che io non posso rispondere della storia personale degli altri né dei criteri con i quali idv organizza i suoi eventi e invita gli ospiti, io posso solo dirti che la verità, purtroppo, come spesso accade è molto banale e non implica nessun atteggiamento di sudditanza, voluta, cercata o autoimposta. Vuoi sapere perché spesso in passato di Pietro è stato ospite del blog? Perché mi è venuto a cercare lui. Ho provato cento volte a contattare, per interviste e roba simile, esponenti di altre maggioranze, ma non mi si sono mai filati, perché non ho un giornale, che può imporre un’intervista, ma solo un blog scomodo, rompicoglioni, dove logicamente chi é vicino a quel tipo di idee cerca di intervenire mentre chi ne é lontano lo evita come la peste.
Questo viene spesso scambiato per un “far parte di una squadra” e quindi non essere obiettivi, ma invece é il risultato di banali opportunità che si presentano di qui e non si presentano di lí nemmeno se piangi, a meno di non collezionare querele e parlare per avvocati come sempre piú spesso accade.
Vicino all’idv? Certo, nel senso che ne condividevo molte idee. Questo in che modo fa di me uno compiacente che non é attendibile in un dibattito se fa una domanda a de magistris? Questo perdonami nel tuo articolo è sottinteso. Siccome ho fatto delle consulenze con loro, ma l’avrei fatte anche con altri se me le avessero offerte, e non me le offrono, allora perdo la mia indipendenza? Sai da quanti mesi/anni non collaboro a niente con idv? Mi conoscevano. Sanno che il blog è seguito, mi chiamano senza avere la piú pallida idea di cosa avrei detto, io partecipo perché mi sembra un buon servizio per i lettori del blog e chiedo ai lettori stessi di fare loro le domande, che poi io giro, e mi pare senza neanche tanta indulgenza. Mi domando perché merito di essere inserito in un articolo dove la tesi è che idv chiama i suoi ospiti compiacenti a inscenare dibattiti un pó scontati. Io non credo questo mi rappresenti.
Sul fatto di fare campagna mi sono espresso male, ma mi da modo di spiegare cosa intendo per fare informazione libera. Innanzitutto l’informazione non può mai essere equidistante, perché è sempre filtrata dalla personale sensibilità di chi scrive. E non solo per i blog, credi forse che nei grossi giornali cosiddetti centristi non appaiano le idee evidenti degli intervistatori o, peggio ancora, degli editori? No, io credo che informazione libera significhi una sola cosa: dipendente solo da se stessi. Libera di cambiare idea seguendo la propria onestà intellettuale, cosa che se sei di scuderia o se sei a libro paga non è possibile (e non mi riferisco a una due giorni sporadica in cui prendi una manciata di euro perchè ti fai un culo cosí, per poi morire di fame subissato da debiti tutto l’anno: quanto dovrebbe valere la mia libertà? 400€? Forse almeno 400.000, o 4milioni, almeno!
)
Non abbiamo bisogno di informazioni neutre, inutili e inesistenti, ma di scambio acceso tra posizioni forti, perchè solo cosí il cittadino si fará un’idea. Scambio e confronto acceso ma corretto sempre, si intende. Questo non lo dico io, ma l’hanno riconosciuto i piú grandi intellettuali americani, gli stessi che hanno inventato la famosa informazione obiettiva dei canali di news a metà anni 50 per poi progressivamente abbandonarla per un ritorno all’impeto del 18′ e 19′ secolo,
Quando ho detto “faccio campagna” volevo sottolineare che sul mio blog hanno trovato spazio tutti quelli che me l’hanno chiesto, e il fatto che in questi giorni abbia trovato molto spazio il movimento cinque stelle, e poi subito dopo de magistris che si è in qualche modo reso antagonista, e che è idv, dovrebbe deporre in favore proprio di quella indipendenza del blog che tu contesti, affibbiandomj il ruolo del blogger amico e quindi, implicitamente, compiacente. Altre volte, spessissimo, ho dato spazio a Per il Bene Comune, quando non erano compatibili n’è con Grillo né con Di Pietro, e poi a La Rete Dei Cittadini, che non lo erano con nessuno degli altri tre. E darei spazio anche al PdL, se ci venisse. Questa è la mia idea di informazione: chi vuole parla. E ti posso dire che anzi proprio questo, nel tempo, ha fatto sì che nessuno aiutasse il blog a sopravvivere, perché nessuno fa neppure pubblicità in un posto dove il giorno dopo si fa parlare qualcuno di scomodo (vedi microscopio Montanari Grillo, che mi ha fatto litigare con tutti). Di contro, posso vantarmi del fatto che proprio questa è stata la forza del blog, mantenersi sempre indipendente nella sostanza, senza farsi dettare l’agenda n’è i contenuti da nessuno che, devo dire, peraltro nessuno ci ha mai neppure provato. Questo costa molto. Ha un prezzo altissimo. L’ho pagato, lo pago ma ne vado fiero perché alla lunga i risultati arriveranno. E vuoi sapere quello che considero la riprova di quel che dico? Tu hai fatto un post sostenendo che io sono un blogger amico per de magistris, mentre se vai sul video youtube che ho pubblicato, e sul blog, c’è gente nera che mi contesta, avendo ascoltato le mie domande, perché mi chiede come mai io ce l’abbia con lo stesso De Magistris. Questa è la riprova che qualsiasi cosa fai, troverai sempre chi ti critica, ma quando le critiche sono bipartizan e di segno opposto, allora tutto sommato non sono sulla strada cattiva.
Da ultimo: trovo che fare politica non si possa evitare. La si fa sempre ed ovunque, anche al mercato o al bar, figuriamoci in un blog! Anzi: trovo che sia un’occupazione nobile e necessaria per qualunque uomo che partecipi della comunità in cui vive al fine di migliorarla. Cosa ci dovrebbe essere di male nel fare il proprio dovere di partecipare alla costruzione di un bene comune? Dovrebbe essere semmai il contrario. L’unico accorgimento è che bisogna dare garanzia di essere sempre onesti, che viene ancora prima di prendere o non prendere soldi. Essere onesti significa avere e garantire corrispondenza tra le proprie idee e le proprie parole. È questo e solo questo che oggi si è perso in un mare di venduti opportunisti: le idee si vendono al miglior acquirente. Ecco, le mie idee invece sono mie, e questo significa che le posso cambiare quando voglio senza chiedere il permesso a nessuno. Quanti uomini si sono conservati ancora questo privilegio oggi come oggi?
Ti ringrazio per la chiacchierata e ti tengo aggiornato con l’ernia.
Claudio
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Inviato da iPad
“Peró se sei onesto intellettualmente devi ammettere che hai costruito un articolo dove sostieni che idv si è costruita un finto dibattito, reclutando blogger amici, al fine di inscenare un coro che si presume di consensi intorno a de magistris. E per dimostrarlo pubblichi la storia di ognuno”.
E’ esattamente così. Embe’?
“Mi domando perché merito di essere inserito in un articolo dove la tesi è che idv chiama i suoi ospiti compiacenti a inscenare dibattiti un pó scontati. Io non credo questo mi rappresenti”.
Se non credi che questo - cioè il dibattito fuffa - ti rappresenti, non dovevi presentarti al dibattito fuffa.
“io credo che informazione libera significhi una sola cosa: dipendente solo da se stessi. (…) Non abbiamo bisogno di informazioni neutre, inutili e inesistenti, ma di scambio acceso tra posizioni forti, perchè solo cosí il cittadino si fará un’idea.”.
Io - ma guarda un po’? - invece, penso che l’informazione libera sia un’informazione libera da pregiudizi. Cioè a dire: il giornalista - quando cerca di ricostruire o commentare un avvenimento - deve cercare di farlo obiettivamente, senza farsi condizionare dalle sue convinzioni, idee (preconcette) o dalle sue simpatie. Dirò di più: un giornalista, se vuole fare bene il suo mestiere, di idee, simpatie e convinzioni dovrebbe averne il meno possibile. E invece dovrebbe coltivare (molti) dubbi. Ma su questo, credo, non ci troveremo mai d’accordo.
“Da ultimo: trovo che fare politica non si possa evitare. La si fa sempre ed ovunque, anche al mercato o al bar, figuriamoci in un blog! (…). L’unico accorgimento è che bisogna dare garanzia di essere sempre onesti, che viene ancora prima di prendere o non prendere soldi”.
E, beh, che ti devo dire? Per me, invece, prendere o non prendere soldi fa parecchia differenza. Follow the money, per me, non è solo una massima. E’ proprio una regola di vita. Ma si vede che io penso male.
Chiudo con due cose. Primo: ti faccio i miei migliori auguri per l’operazione (alla schiena). Secondo: mi scuso per il ritardo nel rispondere. Ero in altre faccende affacendato.
P.S. A proposito del famoso dibbbattito. Complimenti al “giornalista” Alessandro Gilioli che - prima di fare la sua domanda a De Magistris - ci ha tenuto a premettere che, fosse stato un elettore napoletano, lui De Magistris l’avrebbe votato. Non avevo mai sentito un giornalista fare una premessa del genere. Ma c’è sempre una prima volta. De Magistris, comunque, è stato eletto. Complimenti, missione compiuta.
Non leggo tutto perché sono appena stato operato. Ti dico solo una cosa. Se vuoi fare il giornalista, allora la gente si aspetta una e una sola cosa da te: giudizi. E ogni giudizio implica successivamente un pregiudizio. Quindi se vuoi essere libero da pregiudizi, non devi dare mai giudizi, e quindi sei un giornalista completamente inutile.
L’importante é avere sempre l’onestà intellettuale di cambiare idea. Prima di essere un giornalista, ricordati che sei soprattutto un uomo. Ed é questa la sola cosa che conta. Essere un uomo onesto con se stesso e con gli altri.
@Claudio,
per ora pensa a rimetterti, Claudio. Francamente, mi sembra la cosa più importante. Alla prossima.
Io rappresento la vostra attenzione il film:
La strategia di lunga durata di superamento dell’islam coranico dagli padroni del progetto Bibbia
http://www.youtube.com/watch?v=hcYI9GtNLeE
Sei principi della manipolazione globale
http://www.youtube.com/watch?v=0fF3TQ0lJnU
Nella rosa dei ministri del prossimo governo Monti c’è il nome dello storico dell’arte Tiziano Panconi che potrebbe diventare ministro per i beni culturali.
Il nome di Tiziano Panconi è cominciato a circolare ieri negli uffici di Palazzo Grazioli. Panconi è uno degli esponenti più autorevoli della cultura italiana di area centro destra, sebbene sia considerato un moderato e figura gradita anche agli ambienti di sinistra.
Tiziano Panconi, 42 anni, potrebbe essere il più giovane ministro del governo Monti, rappresentando l’area cattolica di centro e centro destra.