Che dio ce la mandi buona

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Silvio “la dea bendata” Berlusconi

Scherza coi fanti. Ma lascia stare i santi. Eppure oggi Berlusconi non ha scherzato affatto. E, nel presentare alle Camere il suo governo numero 3, ha chiesto direttamente l’aiuto dell’altissimo. “Per aiutare tutti noi - ha detto il 71enne Cavaliere di Arcore nel passaggio finale del suo discorso a Montecitorio - invochiamo l’aiuto di Dio e anche un po’ di fortuna”. E in effetti un po’ di buona sorte - anche nelle aule giudiziarie - ci vorrà davvero per questo Berlusconi 3. Che conta - per ora - 21 ministri. E 37 sottosegretari. Ma pure - e neo premier a parte - 3 indagati, un imputato e un ministro in attesa di rinvio (o meno) a giudizio. Più - e per concludere il bilancio degli inguaiati (giudiziariamente parlando) - ben 2 condannati definitivi in sede penale. E altri 2 sempre condannati, ma dalla Corte dei conti. Totale - ed escluso un ex ospite delle patrie galere (poi assolto) - la bellezza di nove tra “inguaiati” ed ex . Su 58. Roba da record. O quasi. E per di più siamo solo all’inizio (di legislatura).

Insomma Berlusconi bene ha fatto a invocare la Dea bendata. Perchè finora la fortuna si è dimostrata cieca, mentre la sfiga (giudiziaria) ci ha visto davvero benissimo. E se continuasse così, il suo terzo esecutivo rischierebbe di finire decimato da Procure e tribunali di mezzo Belpaese. Ma andiamo per ordine. E - come abbiamo fatto in un altro post (“Record su record” dedicato “solo” ai guai dei ministri del Berlusconi 3 e basato in gran parte sul libro “Se li conosci li eviti” di Peter Gomez e Marco Travaglio) - partiamo dalle tre “i”. Che anche in questo caso non stanno per “internet, inglese e informatica” (slogan caro al Cavaliere prima maniera). Ma per “indagato, indagato, indagato”. E infatti indagato, secondo Gomez e Travaglio, è - a Milano, per ricettazione, nell’ambito della vicende Banca popolare di Lodi (insomma in zona “furbetti del quartierino” e dintorni) - il neo ministro della Semplificazione e leghista “dop”, Roberto Calderoli. Ma indagato - come si legge sempre in “Se li conosci, li eviti” - è pure il neo sottosegretario allo Sviluppo Economico e forzista, Ugo Martinat. Che si trova nel mirino dei magistrati di Torino da ormai 3 anni. Cioè da quando era viceministro alle Infrastrutture del vecchio governo Berlusconi. Reati ipotizzati, in questo caso: turbativa d’asta e abuso di ufficio. Mentre ad inguaiare l’ex viceministro alle Infrastrutture e ora neo sottosegretario sarebbero stati alcuni appalti. Quelli per l’alta velocità Torino-Lione e per due strade costruite in vista delle olimpiadi invernali di Torino 2006. Opere che complesivamente valevano 120 e passa milioni di euro. Insomma: non proprio quisquillie. Sia come sia, e per concludere: sempre indagato; sempre per ricettazione (come Calderoli); e sempre nell’inchiesta sulla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani, sarebbe pure un altro neo sottosegretario forzista: quello al Federalismo, Aldo Brancher.

Basta così? Assolutamente no. Non per Brancher, almeno. Che in passato - ahilui! - ha avuto altri alti e bassi. E - per pura coincidenza - sempre in campo giudiziario. Ex prete (sì, nel senso di sacerdote) ed ex dirigente di Publitalia (concessionaria di pubblicità e polmone finanziario della Fininvest di Berlusconi), Brancher ha già incassato - in primo grado e in appello - due condanne per falso in bilancio e finanziamento illecito al vecchio Partito socialista. Condanne poi cancellate in cassazione. Ma - come ricordano sempre Gomez e Travaglio e sempre in “Se li conosci li eviti” - solo per prescrizione (il finanziamento illecito) e perchè nel frattempo erano cambiate (ad opera del vecchio governo del Cavaliere) le norme sul primo reato, il falso in bilancio. Sia come sia: tutto è bene, quel che finisce bene. E per il neo sottosegretario al Federalismo - che per questa vicenda, nel 1993, fu pure ospite per tre mesi delle patrie galere - tutto è davvero finito in gloria (o quasi). Cioè con un’assoluzione.

Un neo sottosegretario al governo della Repubblica che ha conosciuto celle e secodini? Sì. Per la precisione, a Milano, a San Vittore. E sempre per la precisione: Brancher non è neppure l’unico - in questo sfortunatissimo (giudiziariamente parlando) governo - ad aver visto il sole a scacchi. Stessa sorte - carcere (70 giorni, nel 1983) e poi assoluzione (dopo un lungo e travagliato processo finito nel 1990) - è toccata anche al neo ministro per le Infrastrutture, Claudio Scajola. Ma per questa vicenda rimandiamo direttamente al nostro vecchio post “Record su record”. Perchè l’elenco è ancora lungo. Perchè alla fine - anche per Scajola - è finita bene. E perchè - nel Berlusconi 3 - c’è chi sta (messo) ancora peggio. Come altri due neo ministri: i leghisti Umberto Bossi (Riforme) e Roberto Maroni (Interno). Entrambi sempre rimasti a piede libero. Ma entrambi condannati - come potete leggere pure qui - in via definitiva. Il primo a 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito ai partiti (per 200 milioni delle vecchie lire dalla maxitangente Enimont). E il secondo - che dalla poltrona degli Interni dovrebbe occuparsi di sicurezza e ordine pubblico - invece a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Anzi, per la precisione: quella condanna, Maroni se l’è guadagnato per un parapiglia durante una perquisizione della polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano. Un parapiglia da cui il neo ministro uscì con il naso rotto. Ma non prima di aver tentato di azzannare la caviglia di un agente.

E ancora. Bossi e Maroni l’hanno pagata cara. Ma solo a colpi di sentenze. Mentre - e sempre nel governo numero 3 del 71enne Cavaliere di Arcore - c’è chi per colpa della giustizia rischia di subire un vero e proprio salasso. Salasso? E sì. Perchè il Belpaese non ha solo magistrati civili o penali. Ma pure una giustizia contabile. Cioè la Corte dei Conti. E poteva il nuovo governo - con tutta la sfortuna (giudiziaria) che ha avuto - non avere un qualche guaio anche su questo fronte? Evidentemente no. E infatti. Proprio la Corte dei Conti - come ricordano Gomez e Travaglio - ha condannato il neo sottosegretario (a Infrastrutture e Trasporti) Roberto Castelli a rimborsare all’erario (cioè alle casse dello Stato) 98.876,96 euro. Motivo? Una consulenza - per l’edilizia carceraria - costata un po’ cara (48 milioni di lire ogni sei mesi diventati poi 46.482 euro con l’arrivo della moneta unica). Consulenza che Castelli - allora ministro (alla Giustizia del Berlusconi 2) - aveva affidato ad inizio anni 2000 a tal Giuseppe Magni. Già sindaco leghista di Calco, in provincia di Lecco (dove Castelli è nato). Ma soprattutto super esperto di carceri. Visto che a curriculum poteva vantare un esperienza da ex artigiano metalmeccanico ed ex grossista di pesce.

Una scelta - quella del superconsulente per le carceri - non condivissa dalla magistratura contabile. Che - per altro - non ha avuto pietà neanche di un altro anziano sottosegretario (agli Affari Esteri) del Berlusconi 3: il 74enne (ed ex diccì di lungo corso) Vincenzo Scotti. Condannato - come potete leggere sulle colonne de L’Espresso del 29 febbraio scorso - a risarcire addirittura fino a 2,995 milioni di euro. Tutta colpa di un palazzo in via Poli 25 a Roma. Dove si doveva trasferire il Sisde (cioè il nostro servizio segreto). Ma dove il Sisde, per tutta una serie di vincoli ambientali e architettonici cui è soggetto l’immobile, non si potrà trasferire mai. La storia risale al 1992, quando Scotti era ministro degli Interni. E quando esplose lo scandalo, lo Stato aveva già pagato per quella sede una caparra da ben 14,5 miliardi delle vecchie lire (sulla base di un prezzo fissato a 25 miliardi di lire e sproporzionata rispetto al valore di mercato che era di circa la metà). Ora il ministero degli Interni sta cercando di recuperare la ricchissima caparra. E ha appunto chiamato a pagare anche Scotti, assieme ad un ex commissario antiracket e due uomini già ai vertici del Sismi stesso.

Epperò - e per concludere - occorre ancora mettere i puntini sulle “i”. Cioè su altre tre “i”. Quelle che stanno per “imputato” e “in attesa” che i giudici si pronuncino (per due diverse richieste di rinvio a giudizio). Perchè - come si legge in “Se li conosci li eviti” - imputato per favoreggiamento (per una vicenda di abusi edilizi) è pure il neo ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli (il suo processo - per la precisione - è iniziato il 20 ottobre 2006; ma il 17 maggio 2007 la Camera l’ha bloccato - con 394 voti favorevoli, 2 contrari e 32 astenuti - sollevando un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale). Mentre in attesa della decisione dei giudici su due richieste di rinvio a giudizio sono il freschissimo ministro per gli Affari Regionali, il pugliese e forzista doc Raffaele Fitto. E pure - e dulcis in fundo - lo stesso Berlusconi. Che oltre ai processi vecchi, potrebbe ben presto (come potete leggere su Repubblica) inaugurarne uno nuovo di zecca. Questa a volta a Napoli: per corruzione. E per colpa, si fa per dire, della telefonata (intercettata) più imbarazzante del 2007. Quella tra lui e il direttore di Rai fiction, Agostino Saccà.

Che dire di più? Sempre oggi e sempre il 71enne Cavaliere di Arcore ha ricordato giustamente che la “fortuna va aiutata con coraggio e virtù”. Ebbene noi bamboccioni alla riscossa sulla virtù (del Berlusconi 3) preferiamo non esprimerci. Ma quanto al coraggio, siamo convinti che questo esecutivo ne abbia a bizzeffe. Ma insomma e comunque sia: da parte nostra, un grande in bocca al lupo. Perchè, visti i precedenti (giudiziari e non solo), temiamo che questo governo abbia appunto bisogno di una botta di fortuna. E pure noi italiani.

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4 Responses to “Che dio ce la mandi buona”

  1. geno Says:

    Uffa… Sempre contro Silvio… Mica è colpa del berluskoni3 se ” Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro (magistrati) è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana.”

  2. Elda2008 Says:

    forse c’è andata bene che non sono di piu’…ma la Santa Provvidenza rimedierà…con l’aiuto di Dio;-)

  3. admin Says:

    Distinto signor Geno,

    Noi bamboccioni alla riscossa non siamo cattivi con Berlusconi. Siamo cattivi con tutti. In maniera assolutamente bipartisan, diciamo. E se necessario anche tripartisan.

    Risultato: forse ci odiano tutti. Ma: molti nemici, molto onore.

    Le auguriamo una buona giornata

  4. Altrainformazione « Bonsai Says:

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