Escluso Rino
Trentuno anni fa, il 2 giugno, moriva Rino Gaetano. Era nato nel 1950, e anagraficamente poteva essere mio padre. Ma per me - come, credo, per molte persone che hanno tra i 20 e i 30 anni - è e rimane una sorta di sfortunato e, a modo suo, geniale fratello maggiore. La morte lo ha preso giovane, e giovane rimarrà sempre. Perché, appunto, la morte ha questo duplice paradossale potere: quello di distruggere e, al contempo, di conservare, di fermare il tempo. Rino Gaetano non invecchierà mai. E’ morto prima di poterlo fare.
E nonostante il passare degli anni, non sembrano invecchiare neppure le sue canzoni.
Cantante e poeta del disincanto e della disillusione, Gaetano amava cazzeggiare a briglia e verso sciolto. Epperò tra un’improvvisazione di qui, un grido di lì, un frizzo, un lazzo e un amorazzo, ha anche saputo dipingere magistralmente la “sua” Italia. Italia che amava e odiava, ma da cui, come un figlio dalla madre, non riusciva a staccarsi. Come tanti altri italiani.
Apro parentesi prima di arrivare al punto. Questo non è e non vuol essere l’ennesimo post in memoria di Rino Gaetano. Cioè un po‘ sì, ma soprattutto no. Voglio dire: di articoli dedicati all’anniversario della morte di questo giocoliere della parola, credo ne siano stati scritti un buon numero. Alcuni sono anche molto ben fatti e io non ho nulla da aggiungere. Ma questo cappello era dovuto. Per permettere a chi non conosce Gaetano di capire dove sto andando a parare.
E’ che proprio in questi giorni riascoltavo il lungo elenco di cose che Rino diceva di non riuscire proprio a sopportare più. Il pezzo si chiama “Nunetereggaepiù”, appunto. Dicevo: riascoltavo, perché, ovvio, l’avevo sentito mille e mille altre volte. Pure: mi ha lasciato stupefatto. Non per la musica, o il testo. Ma per la data, cui sinceramente non avevo mai fatto troppo caso.
La canzone è del 1978. E Rino Gaetano canta, o meglio grida, che proprio non se ne poteva più di
ministri puliti
i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
ladri di stato
evasori legalizzati
auto blu
La corruzione, dunque (”i ladri di Stato”). L’evasione fiscale. E poi le auto blu, e le superpensioni. Tutte cose che forse vi suonano vagamente familiari. Perché, tanto per fare un esempio, vi è magari venuta in mene la pensione dell’ex premier Giuliano Amato, che, secondo il quotidiano “Il Giornale” (qui il link), ammonta a 30.000 euro, lordi, al mese.
Ma da quanto è che dovremmo tagliare questi privilegi, quindi? E credete veramente che questa sarà la volta buona?
In ogni modo. Se tutto questo vi suona familiare, cosa ne dite di
Eya alalà
pci psi
dc dc
pci psi pli pri
dc dc dc dc
Caz-za-ni-ga
oggi sostituite da altre sigle - piddì, pidielle, uddicì, iddivì - che suonano altrettanto sgradevoli a molti elettori anche perché spesso nascondono le stesse facce di allora (con i giovani diventati vecchi e i vecchi, siccome in Italia si campa a lungo, rimasti tali)?
(Enrico Boselli, Marco Follini e Massimo D’Alema in un dibattito nel 1977 - foto tratta dal sito www.massimodalema.it)
Poi c’è l’elenco dei potenti di turno
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
oggi sostituiti dai nipoti (gli Elkann al posto degli Agnelli) o dai generi (Marco Tronchetti Provera al posto di Leopoldo Pirelli).

L’ossessione per il calcio
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musella Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D’Ambrosio
Certi volti noti della tivù
Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
E l’immunità parlamentare (a proposito: proprio oggi il Senato vota sugli arresti domiciliari per quella faccia pulita del senatore Sergio De Gregorio).

E, per finire, le frasi fatte della politica
(…)
mi sia consentito dire
il nostro è un partito serio
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
alieno a ogni compromesso
Frasi ancora oggi usate dall’intero spettro dei partiti italiani: da sinistra a destra passando pure il nuovo e nuovento MoVimento a 5 stelle. Che, appunto e per definizione, è “alternativo” e “alieno a ogni compromesso”, e così sia, in secula et seculorum, amen.
Ed era, ripeto, il 1978. Più di tre decadi fa. Ed escluso Rino - che, appunto, è mancato - certi guai, come certi personaggi o i loro parenti o accolti stanno ancora tutti lì. Come i pezzi di un presepe. Come Maurizio Costanzo che ha lasciato il suo posto, un po’ come un comò, alla moglie Maria De Filippi.
E’ che davvero, pensavo e penso: questo non è un paese paralizzato. E’ che sembra davvero di vivere in un fermo immagine. Un brutto fermo immagine.
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Ottimo articolo! Sono un vostro lettore, apprezzo molto i vostri scritti nei quali criticate il sistema e il cosìddetto anti-sistema entrambi omologati.Voglio però chiedervi una cosa che non centra con il post, che opinione avete a riguardo di Paolo Barnard? Secondo voi è un complottista o è affidabile?Rispondete!… non fate i “paonazzi”
….. ho tre metri di pelle d’oca
È la cosa peggiore dell’Italia e degli italiani: siamo fermi agli anni ‘70, mentre tutto il resto del mondo è andato avanti.
Noi siamo ancora qui a parlare di BR, non so se ce ne rendiamo conto. E non sono solo i politici, è un clima generalizzato. Siamo rimasti fuori dalla storia, è assurdo.
Ed è anche uno dei motivi per cui non ho molta voglia di ritornarci…
@ Tommy
….. qui dobbiamo ancora fare i conti col Fascismo….le BR si devono per lo meno mettere in fila
@Tommy,
Mi fa davvero piacere rivederti da queste parti. Si sentiva la mancanza dei tuoi commenti caustici.
Per quel che riguarda le “Bierre”, gli anarcoinsurrezionalisti, e compagnia, beh, credo proprio non ci sia nulla da aggiungere. Manco i rivoluzionari, qui, sembrano davvero capaci di pensare in modo rivoluzionario, cioè, nuovo. E - penso - ci siamo detti tutto.
@Vamba,
innanzitutto: un benvenuto a bordo. Questo è un piccolo blog, con pochi lettori e ancor meno commentatori. E’ una specie di salottino, diciamo. E spero tu ti ci possa trovare bene.
Barnard, dunque. Pur avendo lavorato come giornalista a Bologna, io Barnard - che a Bologna appunto vive - non l’ho mai conosciuto personalmente. Però, sì, come internauta ho ben presente quel che scrive.
Che dire? E’ un personaggio complesso. A volte dice cose sensate. Altre volte, sostiene cose che non stanno in piedi neanche se le impali. In generale: mi sembra affetto dal complesso del salvatore. Cioè, lui, secondo me, vorrebbe veramente salvare il mondo. Solo che questo non è sano e non è bene.
Mi spiego. Il mondo è piuttosto grande, no? Ci vivono alcuni miliardi di persone. E ognuno - per quel che può - dà il suo piccolo contributo a decidere dove mandare la barca. Così, mi pare, dovrebbe ragionare un adulto normale. Poi, appunto, ci sono quelli che hanno il complesso del salvatore. Queste persone credono che a loro - mica a un altro, proprio a loro - sia affidato un compito speciale. Quello di guidare i simili verso la salvezza (o la pace, o il benessere, o quel che ti pare). Tipo Gesù, diciamo. Solo che Gesù o non è mai esistito (ateismo) o era il figlio di Dio (cristianesimo). Insomma: uno un po’ speciale. Gli altri, credo, hanno il diritto/dovere di rilassarsi, prenderla su molto più dolce e, soprattutto, prendersi e prendere le cose molto meno sul serio.
Mi rendo conto che vado sul personale. E’ per questo che ho fatto quella premessa sul fatto di non conoscerlo personalmente, e eccetera. Perché, poi, magari nella realtà non è così e sono io che non ho capito nulla. Ma il suo modo di scrivere e di approcciarsi ai lettori fa molto “complesso del salvatore” o, se preferisci, “seguitemi che vi mostro la via”. E questo, ripeto, non è bene.
Poi, c’è l’ultima passione di Barnard: la MMT (Modern Monetary Theory). Ecco. Io fino alla critica a “sistema” e “antisistema” (definizioni di Barnard), lo avevo pure seguito. Voglio dire: alcune critiche ai vari Grillo e Travaglio&co - anche se troppo veementi per i miei gusti - mi sembravano sensate. Poi, appunto, è cominciato il trip della MMT. E lì, francamente, mi sembra sia un po’ partito per la tangente, trasformandosi in una sorta di evangelizzatore - vedi che il complesso del salvatore torna? - per diffondere tra le masse il verbo di questa teoria economica.
Teoria economica sulla quale - nonostante parecchie mie perplessità - io non mi esprimo. Per la semplice ragione che mica sono un economista. Ma il punto, temo e credo, è che non lo è nemmeno Barnard.
@Tutti,
ho leggermente rimaneggiato il post e aggiunto una foto che mi sembrava ci stesse a pennello. Dateci un’occhiate, perché merita. Davvero.
….. qui dobbiamo ancora fare i conti col Fascismo…
QED… I conti col Fascismo sono stati chiusi a piazzale Loreto e dopo con un’amnistia.
Sono gli italiani di oggi ad essere ossessionati dal Fascismo. Ci sono i ragazzini che cantano ancora Bella Ciao e che si iscrivono all’ANPI!!!
@Tommy,
Conosco Shia (virtualmente) da anni. E ti giuro: quella sul fascismo era una battuta. Ma la lascio spiegare a lui.
Ah, allora ho frainteso e me ne scuso
@Tommy,
tranquillo. Siamo in Italia. E qualcuno - ma sicuramente non Shia - avrebbe potuto dirlo sul serio. Riferendosi, ovvio, a Berluscone. L’unico “dittatore” (copyright Di Pietro) al mondo che si sia dimesso per poi governare con l’opposizione. Dio che pena che provo a dover rivangare ’ste cose.
@ admin,
grazie per la risposta, mi è dispiaciuto vedere che da agosto non pubblicavate più nessun articolo, ho pensato che vi foste stufati di tenere il blog, che peraltro reputo veramente super partes senza derive di faziosità.
@vamba
stavo proprio per andare a dormire. Ma ti rispondo al volo. Con un consiglio di lettura…
http://bamboccioni-alla-riscossa.org/?p=6562
… perché, in quel post, avevo già cercato di spiegare il perché di questa mia pausa di riflessione. L’avevi letto?
sì sì, l’ho letto, mi sono spiegato male nel commento in cui ti ringraziavo della risposta alla mia domanda. Adesso aspetterò nuovi vostri articoli. Un saluto!
@admin, pardon
sì sì, l’ho letto, mi sono spiegato male nel commento in cui ti ringraziavo della risposta alla mia domanda. Adesso aspetterò nuovi vostri articoli. Un saluto!
@vamba,
Quasi dimenticavo: complimenti per il nickname. Il giornalino di Gianburrasca è stato - da bambino, ovvio - uno dei miei libri preferiti.
Si, era una battuta infatti
Cmq due parole su Barnard: l’ho seguito in due occasioni a Rimini: la prima è stato il convegno sulla MMT, e la seconda all’IT forum dove assieme al blogger Zibordi, a Warren Mosler e Nino Galloni parlava della MMT.
In questo secondo frangente gli chiesi a fine sessione se c’era la possibilità di mettere uno come Mosler “sul ponte di comando” del paese.
Al che lui abbastanza sopreso mi replica che attaulmente il massimo che si possa fare è informare la gente di quel che succede; quindi mi pare difficile capire dove voglia davvero arrivare, almeno attualmente.
@ Admin…. si vocifera di una entrata sulla scena di Oscar Giannino … a te risulta nulla?
Saluti
Chiusa parentesi….
@ admin,
e pensare che volevo usare come nickname: “fedemoccia” anzichè “vamba”, col rischio poi di non vedere presi sul serio i miei post/le mie domande
@vamba,
Ti è andata bene. Un nick come “fedemoccia” avrebbe seriamente corso il rischio di essere bannato.
@Shia,
umadonna. Mi stai seriamente dicendo che sei andato al convegno dedicato all’MMT? Pagando pure?
@ admin
Uh…si, ma perchè mi interessava capirci qualcosa su quell’argomento.
spero che questo non scateni una guerra di religione tra scuola austriaca e keynesiani (o post keynesiani); in ogni caso non sono un pasdaran barnardiano…… l’ho fatto solo per curiosità ^^
Saluti
@Shia,
guarda se venivi a trovare me, invece di Barnard, magari non si parlava di MMT. Ma potevi rimediare una cena - con tanto di aperitivo - aggratis. Mo’ pensa te…
@ admin…
in effetti avanzo ancora una cena
Se passi per Rimini fai un fischio!!!