Momenti di (vana)gloria

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Troppa grazia Sant’Antonio. E troppi premi ai bamboccioni. In questi giorni afosi e appicicatticci, infatti, ben due blogger si sono ricordati di noi. Di chi stiamo parlando? Ma dell’inquilina de “La Casa degli orrori” e dell’esteta appassionato che anima il sito “Fotoritocco vip”. Risultato: entrambi ci hanno assegnato lo stesso identico premio. Quello “Arte y pico” per la creatività e il design. Con tanto di coppa - purtroppo solo virtuale, ma con un bell’angelo piumato - che noi, come potete vedere nella foto in apertura di post, abbiamo subito deciso di esporre nella nostra - per così dire - bacheca on line. Inzomma: sur sito.

Che dire? Va da sè che ci tocca ringraziare. E pure spiegare da dove salta fuori ’sta coppona che va a far degnamente compagnia all’unico altro premio che abbiamo mai ricevuto in tutta la nostra esistenza (virtuale e non): il “meme Revolution”. Degnamente, in tutti i sensi. Perchè anche l’”Arte y pico” è un “meme”. Cioè e per capirci: una specie di catena di Sant’Antonio. Le regole - quelle precise, precise - le trovate qui. Oppure sul sito (che a quanto pare è uruguaiano) che ha inventato il tutto. Ma per farla breve: ogni blog o blogger premiato con il banner dell’angioletto, deve a sua volta premiare altri cinque siti che si sono distinti per creatività e design. E così c’è gloria e soddisfazione per tutti. Bamboccioni, per l’appunto, compresi.

Epperò: ora per l’appunto tocca a noi. E noi - i due bamboccioni alla riscossa - abbiamo a nostro insindacabile giudizio deciso di premiare soltanto altri tre blog. Per la semplice ragione che non ci è venuto in mente nessun altro che si fosse distinto sul fronte del web design. E quindi ci sembrava stupido distribuire coppe (anche se solo virtuali) a rutto (cioè a caso). Sia come sia: sior e siori, il nostro premio “Arte y pico” va a:

1) Innanzitutto, Mente critica. Per il più bel banner “Rss”che - per lo meno a memoria di bamboccioni - sia mai esistito in rete.

2) Poi a “Reset”. Che grazie alla fantasia e alla creatività del suo webmaster, Paolo Margari ha inventato “i post a scomparsa”. E se non ci credete, andate a vedere con i vostri occhi.

3) E infine e soprattutto: vogliamo assegnare questo premio a Oscar Ferrari. Che in uno dei suoi ultimi saggi post ha demolito “meme” e le catene di Sant’Antonio tutte. Dicendo - vivaddio - chiaro e tondo che “fratelli e sorelle, qui a forza di premi e meme ci stiamo incestuando, i nomi che girano sono più o meno quasi sempre gli stessi, tu premi uno che poi ti premia ma non direttamente, ti premia premiando un altro che poi sicuramente premierà qualcuno che premierà te. Facciamo che siamo tutti premiati e buonanotte al secchio, non sarebbe più semplice?”. Parole sante, caro Oscar. Da applauso. E da premio, appunto. E speriamo che tu non ce ne voglia.

Per finire. Ci tenevamo a dire e fare ancora una cosa. Ringraziare di nuovo - e senza retorica - sia “La Casa degli orrori” che “Fotoritocco”. Perchè: sarà che non abbiamo mai vinto neanche una “coppa del nonno”. Sarà che - in rete e fuori - non ci s’è mai filato nessuno. Insomma: sarà quel che sarà. Ma a noi sta coppona con l’angiolone ci ha fatto di molto piacere. Perchè sicuramente avrà ragione Oscar (Ferrari). E questa non sarà vera gloria. Ma sapere che qualche collega blogger si ricorda di noi, è sempre una bella soddisfazione.

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10 Responses to “Momenti di (vana)gloria”

  1. Oscar Ferrari Says:

    I meme vanno ancora bene, ma i premi proprio sono una cagata, e di solito sono inventati da chi vuole farsi linkare da più blog possibile per andare avanti nelle classifiche. Roba da cialtroni

  2. admin Says:

    Oscar, noi bamboccioni adoriamo la tua “diplomazia”. E pure la tua classe nel fare turpiloquio. Giurin giuretta: nessuno dice la parola “cagata” con la tua stessa grazia. Ma: scherzi a parte: e’ un piacere e un onore ospitare le tue parole (come sempre) piene di saggezza e schiettezza. Sul fatto che i premi meme siano una cagata, siamo perfettamente d’accordo. E non stiamo nemmeno a ripetere il perche’, visto che tu nel tuo post e in questo commento, lo hai gia’ fatto alla perfezione. Eppero’ - perdonaci - la tentazione di appioppartene uno, dopo quello che avevi (giustamente) scritto, era letteralmente irresistibile. Del resto: non rompessimo i maroni al prossimo, e che bamboccioni alla riscossa saremmo?

  3. Oscar Ferrari Says:

    Ma carissimi, vi rigrazio assai, anzi per il prossimo meme che invento tenetevi pronti. L´ultimo era questo
    http://oscarferrari.wordpress.com/2008/02/18/invadiamo-l%c2%b4islanda/

  4. Marco Says:

    Ragazzi siete veramente molto simpatici.
    A questo punto mi toccherà leggervi più spesso. ;)

    Sinceramente, almeno nel mio caso, avevo assegnato il premio Arte y Pico (pico?) ai primi 5 link a tiro presi dal mio elenco di siti amici (praticamente ho ruttato 5 volte).

    Però (e qui c’è il colpo di scena) dopo aver letto il vostro post ho deciso di riassegnarvi (almeno moralmente) il premio, perchè nel leggervi mi avete strappato un paio di sorrisi (che è la cosa più importante).
    Quindi, nel totale, dovreste avere 3 Arte y Pico (pico???) : due virtuali e uno morale (che però è sempre virtuale).
    Sceglietene uno e giratelo a Padoa S. così che possa affiancarlo a quello ricevuto per la saggistica nel 2003 (aimè reale).

    Un salutone.
    Signore dacci la forza.

    f.to
    Un vostro coetaneo fortunato come voi. ;)

  5. Marco Says:

    http://fotoritocco-vip.blogspot.com/2008/06/premio-per-la-creativit.html :)

  6. geno Says:

    Sono cose che mettono tristezza…..

    MILANO — Ammanettato, le mani dietro la schiena, i piedi legati con filo di ferro. Nonostante fosse immobilizzato, «esercitavano sul tronco, sia salendogli insieme o alternativamente sulla schiena, sia premendo con le ginocchia, un’eccessiva pressione che ne riduceva gravemente le capacità respiratorie». Poi, «nonostante fosse ammanettato, continuavano a tenerlo in posizione prona per diversi minuti».

    È così che, secondo la procura di Trieste, quattro poliziotti della Volante hanno provocato la morte di Riccardo Rasman, 34 anni, una pensione da invalido per atti di nonnismo subiti durante il servizio militare, e un monolocale in affitto dove non ha mai dormito. Un gigante buono, figlio di operai, e una sorella, Giuliana, che un giorno gli promise che nessuno gli avrebbe più fatto del male. Promessa disattesa il 27 ottobre 2006 quando gli agenti, allertati da un vicino di casa, fanno irruzione in casa sua. Nasce una colluttazione, mai negata dai poliziotti, ma giustificata «dall’intento di difendersi dalla reazione inconsulta di Rasman e nella convinzione di trovarsi nell’esercizio di un dovere».

    Riccardo Rasman quando giocava a calcio
    Dopo quasi due anni di indagini e un’iniziale istanza di archiviazione, ora il caso Rasman sembra avviarsi verso il processo: qualche giorno fa il pm Pietro Montrone ha notificato ai quattro indagati l’avviso di conclusione dell’inchiesta, preludendo a una richiesta di rinvio a giudizio. Trieste come Ferrara. La fine di Riccardo ricorda la tragedia di Federico Aldrovandi, lo studente morto a 18 anni il 25 settembre 2005 dopo un intervento di polizia. Il processo di primo grado che vede imputati quattro agenti è prossimo alla sentenza. Casi apparentemente fotocopia. «Asfissia da posizione» la causa di morte per entrambi; per ognuno, quattro i poliziotti coinvolti di cui tre uomini e una donna; identico capo di imputazione: «omicidio colposo». E un avvocato in comune, Fabio Anselmo.

    Solo coincidenze? «Le similitudini sono inquietanti — spiega il legale, chiamato, tramite gli Aldrovandi, dalla famiglia di Riccardo —, ma aldilà degli aspetti tecnici, colpisce che entrambe le vittime siano persone deboli, che non avrebbero mai fatto male a nessuno. Con un’unica colpa: aver fatto un po’ di rumore». All’alba del 25 settembre di tre anni fa Federico urla e tira calci a vuoto quando una signora avverte il 113. Dopo l’intervento di una volante, muore ammanettato con la faccia sull’asfalto. Il 27 ottobre del 2006 Riccardo Rasman, una volta aspirante meccanico, ridotto a invalido dopo sette mesi in Aeronautica, tira petardi dal balcone perché è felice: ha trovato lavoro come netturbino. Una dirimpettaia avverte la polizia e il copione si ripete. Gli agenti sfondano la porta, Riccardo reagisce. Nessuno aspetta di sapere se per caso ha qualche problema psichico. Quando si appura che è in cura in un centro di salute mentale, è già troppo tardi: dopo botte, manette e rantolii, Riccardo smette di respirare, forse terrorizzato anche dalle uniformi, secondo la sorella. In cucina un biglietto, scritto prima dell’irruzione: «Mi sono calmato, per favore non fatemi del male».

  7. admin Says:

    Caro Geno,
    altro che tristezza. “Misteri” come la morte di Riccardo Rasman - o quella di Federico Aldrovandi o i pestaggi del G8 (definiti in aula dal pm Francesco Cardona Albini “un massacro”; mentre, come puoi leggere sull’home page di Corriere.it, il processo ora rischia per giunta di rimanere congelato, a distanza di anni dal fatto, a causa della norma congela-processi, cioè della cosiddetta salva-premier) - fanno paura. E dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che viviamo in una Repubblica, sì. Ma delle banane.

  8. bamboccioni alla riscossa » Blog Archive » Lo Zucchino d’oro Says:

    [...] qui l’idea di dar vita a una specie di parodia dei vari trofei “meme revolution”, “Arte y pico” e compagnia briscola. Con protagonista lo zucchino. E la Carfagna? Be’ diciamo che a un certo [...]

  9. AINCLICCHEIBOLD AUÒRD 2008 « Oscar Ferrari. il blog Says:

    [...] è ”madre di tutte le impotenze“. E quindi colgo l´occasione per ringraziare Lisa, bamboccioni,  Ani, Alianorah, Chit, Ani, Wood, Zecche  per avermi insignito di vari premi, e chiedo scusa a [...]

  10. ANCLICCHÈIBOLD AUÒRD 2008 « Oscar Ferrari. il blog Says:

    [...] è ”madre di tutte le impotenze“. E quindi colgo l´occasione per ringraziare Lisa, bamboccioni,  Ani, Alianorah, Chit, Ani, Wood, Zecche  per avermi insignito di vari premi, e chiedo scusa a [...]

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