Banca Bassotti
C’era una volta Paperopoli. E c’era una volta zio Paperone. Che - dopo una vita di lavoro - aveva un sacco di dobloni. E un solo cruccio: il nipote babbeo, Paperino. Va da sè che poi c’erano pure i Bassotti (nel senso della banda, non dei cani). Ma quello non era un gran problema: quando si avvicinavano troppo al deposito dei dobloni, lo zione si limitava a sparargli contro un colpo di spingarda. Per poi ributtarsi in piscina a nuotare tra le monete d’oro e i bigliettoni fruscianti. Per farla breve: la vita procedeva tranquilla. Finchè - un brutto giorno - i Bassotti cambiarono mestiere. Basta fare i ladri, si dissero. Qui serve un lavoro rispettabile e sicuro. E così: dopo aver rapinato centinaia di banche - insomma, conoscendo un po’ l’ambiente - decisero di mettere da parte mitra e mascherine. E passare dall’altra parte del bancone.
Ovviamente fu uno choc. Per zio Paperone. Che non poteva più dedicarsi al suo sport preferito: la caccia al ladro. Ma soprattutto per i poveri Bassotti. Che scoprirono subito, sulla loro pelle, che - altro che la galera! - quello ovattato e lussuoso della finanza, sì, che era davvero un ambientaccio. E infatti: tre signori - ben vestiti e con fare presuntuoso - si presentarono all’inaugurazione della Banca Bassotti. E dopo aver ingurgitato quasi tutti i salatini, cominciarono a parlare fitto fitto, in un linguaggio misterioso. “Con quella vendita allo scoperto - disse uno dei tre (uno talmente abbronzato che sembrava ricoperto di lucido da scarpe) - io c’ho fatto i milioni”. “Ma quello è niente - gli rispose un altro, biondo e platinato - io, con la leva, ho fatto addirittura i miliardi”. I Bassotti non ci capirono nulla. Se non le parole milioni e miliardi. Ma tanto bastò: i tre elegantoni si presentarono: erano manager di una delle banche più famose di Paperopoli, la “Magna&Magna”. E convinsero i Bassotti a fare il loro primo investimento: comprare - con i soldi dei correntisti e i danari guadagnati in anni di oneste rapine a mano armata (che in fin dei conti, come amavano ripetere i Bassotti ridendo, sempre soldi di ignoti correntisti erano) - un pacco di obbligazioni: le “Magna-risparmio”.
Insomma: primo giorno di lavoro e primo affarone. I Bassotti erano al settimo cielo. Tanto che andarono subito a vantarsi dell’impresa con il loro ragioniere: il signor Tonno. Che a momenti - per l’emozione - rischiò di cadere dalla sedia. Il ragionier Tonno - che era diventato prima ricco e poi famoso, trasformando un bar latteria in una multinazionale senza mai vendere un solo litro di latte - aveva finito da poco un breve soggiorno-vacanza nel carcere di Paperopoli. E - fresco come uno yoghurt appena imbarattolato - ci mise poco a capire la situazione: la “Magna&Magna”, in realtà, rischiava il fallimento. E quelle obbligazioni - a breve - sarebbero servite solo a fare degli ottimi aeroplanini di carta. I Bassotti non fecero una piega. Si guardarono negli occhi. Si slacciarono il doppiopetto. E all’unisono estrassero il loro inseparabile attrezzo del mestiere: il mitra a rotella. Proponendo in coro di contraccambiare la visita di cortesia. Facendo un salto alla “Magna&Magna”. Ma il ragionier Tonno li fulminò con un’occhiattaccia. “I banchieri - disse Tonno con aria serafica - non si comportano così”. “E quindi - risposero i Bassotti - dovremmo farci rubare i soldi sotto il naso, senza fare niente?”. “No - spiegò Tonno - dovreste piazzare le obbligazioni a clienti vecchi e nuovi. Ovviamente a un prezzo maggiorato”.
Possibile? Altro che possibile, secondo l’esperto ragionier Tonno, questa era la prassi. Le obbligazioni-bidone potevano davvero diventare un affarone. Bastava assumere una truppa di giovani baldanzosi, armati di valigetta. E spedirli in giro per Paperopoli a piazzare tutta questa spazzatura ad amici e parenti. I Bassotti - entusiasti - si misero subito al lavoro per trovare i venditori giusti. Con una serie di colloqui adatti allo scopo. Domanda chiave: lei conosce le obbligazioni “Magna-risparmio”? Chi rispondeva di sì, veniva automaticamente scartato. E scartando scartando, gli ex rapinatori ora banchieri finalmente si imbatterono nell’aspirante venditore perfetto: un completo ignorante di finanza: Paperino. Che però le obbligazioni della “Magna&Magna” le conosceva. Perchè le aveva comprate. “E cosa ne pensi”, gli chiesero preoccupatissimi i Bassotti. “Che sono davvero ottime - rispose Paperino entusiasta - perchè gli interessi sono dell’un per mille, e io non posso avere indietro i miei soldi per un secolo, ma in quei cento anni il capitale è garantito”. Il nipote di zio Paperone - acclamato dal ragionier Tonno e dai Bassotti come un autentico genio della finanza - venne assunto all’istante. E nominato mega-direttore-galattico dell’intera rete di vendita.
Inutile dire che l’impresa “Magna-risparmio” finì per decollare. Paperino ci mise tutte le sue piume e tutto il suo cervello. E per una volta - e in barba alla sua proverbiale sfortuna - centrò in pieno l’obiettivo. Un po’ di obbligazioni le piazzò a Paperina (che, a fallimento della “Magna&Magna” avvenuto, ruppe il fidanzamento e gli ruppe pure un vaso di fiori in testa). Un po’ a nonna papera (che lo diseredò e si rifiutò vita natural durante di fargli ancora la torta di mirtilli). E il resto - con un autentico colpo gobbo - a zio Paperone. Che per altro - e nonostante i fantastilioni persi - non si arrabbiò più di tanto. E anzi offrì a Paperino un nuovo lavoro: avrebbe dovuto scavare - ovviamente gratis - nella sua miniera di Sassus Criptus, in provincia di Carbonia. Fino a ripagare - a colpi di pala - l’intero debito. Ma a ripagare - anche se solo sul piano del morale - il vecchio zio ci penserano comunque i Bassotti. Che - stanchi di continuare a nuotare nel mare rischioso dell’alta finanza - rimisero in piedi la banda. E tornarono ad assaltare il deposito e a farsi prendere a colpi di spingarda. Per farla breve: Paperopoli e zio Paperone tornarono al loro tranquillo tran tran.
La morale di questa storia? Certo in questo periodo di crisi: le Borse crollano, alcune banche falliscono e molti risparmi svaniscono. Ma dovremmo smetterla di parlar male di finanza&finanzieri. Perchè loro non hanno nessuna colpa, se non nella nostra fantasia. E perchè certe cose possono capitare a Paperopoli. Mica in un (ex) Belpaese serio come il nostro. Ma a proposito di pensar male: chissà perchè anche in questi giorni di crac a ripetizione, nella lista delle cosiddette obbligazioni a basso rischio - quella degli investimenti sicuri per risparmiatori inesperti; redatta dalle 167 banche italiane del consorzio Patti chiari - continuano a comparire i titoli di altre banche, quelle americane protagoniste (in negativo) della crisi dei mutui. Se lo deve essere chiesto anche la signora 80enne che ha ispirato un articolo del sito degli economisti de lavoce.info (quello, per capirci, dell’editorialista de La Repubblica, Tito Boeri). A lei, purtroppo finanziariamente analfabeta, la sua banca ha piazzato ben 263mila euro di obbligazioni di due banche d’affari americane: Goldman Sachs e Merryl Linch. Che sono ancora oggi nell’elenco degli investimenti sicuri. E che per la cronaca - e come potete leggere sul Guardian - non godono proprio di ottima salute. Risultato: il suo patrimonio ora vale circa la metà. Certo: la signora - vista l’età - può ancora sperare di vedere i suoi titoli recuperare. Ma se fosse a Paperopoli, forse metterebbe anche lei mano alla spingarda.


































October 12th, 2008 at 10:26 am
bamboccioni bamboccioni avete in sintesi raccontato la nostra realtà, e non siamo neanche un fumetto, si sente parlare di ricapitalizzanzione delle banche mah chissà dove troveranno i soldi? complimenti per arguzia sempre
October 12th, 2008 at 6:25 pm
Ciao…. Buona Domenica x x x
October 12th, 2008 at 6:26 pm
ciao geniacci!
bacioni
October 13th, 2008 at 4:28 pm
Venitemi a trovare sul mio blog
http://giudichiamolo.blogspot.com
il vostro è molto interessante verrò spesso a trovarvo e appena avrò un minuto vi inserisco fra i link
lasciatemi un commento e fatemi sapere che ne pensate
October 13th, 2008 at 6:54 pm
L’italia è un paese di “caporali” “sensari” e “usurai” ….caporali: agenzie interinali…sensari:agenzie immobiliari…usurai: banche, finanziarie, nascenti “uffici te li prestiamo noi i soldi anche se sei protestato, anche se hai fatto assegni a vuoto, anche se ti hanno pignorato l’auto, anche se l’agenzia delle entrate ti sta cercando, anche se non hai lavoro, non ti preoccupare firma qua…” ragazzi W LA FINE. Lastoria si ripete sempre.
October 14th, 2008 at 11:08 am
..grandiiiiiii…:-)
October 15th, 2008 at 9:48 am
Ciao Bamboccioni… MITICIIIIIIIIIIIIII….
PS: ZIUUUUUU Ti aspettiamo al MUUUUUU